Il trial clinico dovrebbe svolgersi all’ospedale di Civitanova Marche

ANCONA - Nel 20101, la Regione Marche autorizzò l'avvio di uno studio randomizzato per valutare l'efficacia del ‘metodo Zamboni’ nei pazienti con Sclerosi Multipla e l'equipe del prof. Galassi, operante presso l'ospedale di Civitanova Marche, ottenne la certificazione da parte dello stesso medico ferrarese, per la diagnostica. Ad oggi quello studio non è ancora stato avviato e pochi giorni fa una mozione presentata dalla consigliera Paola Giorgi dell’IDV ne chiede il veloce avvio. “È fondamentale – ha detto infatti la Giorgi - che la nostra Regione avvii al più presto lo studio previsto”.

Nel frattempo anche a livello nazionale molto si è mosso relativamente alla correlazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla e del trattamento sostenuto da Zamboni, tanto che ora si è alle soglie di una grande sperimentazione multicentrica, il trial Brave Dreams.
“Il prof. Zamboni – si legge nella mozione IDV – sta conducendo da anni uno studio clinico in base al quale sta dimostrando che la patologia della sclerosi multipla è collegata alla cosiddetta sindrome da insufficienza venosa cronica celebro spinale  (CCSVI) che provoca una malformazione o un'occlusione delle vene in cui scorre il sangue che defluisce dal sistema nervoso centrale. Secondo gli studi del prof. Zamboni, tramite angioplastica si può eliminare il restringimento, con una tecnica mininvasiva a bassissimo rischio praticata da oltre 20 anni per disostruire le arterie, e si potrebbero migliorare i sintomi della sclerosi multipla fino ad arrestare la malattia. Il costo dell' intervento, per il servizio sanitario, è bassissimo (circa 1.500-2.000 euro)”



 

Articoli correlati

Seguici sui Social

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Sportello Legale OMaR

Tutti i diritti dei talassemici

Le nostre pubblicazioni

Malattie rare e sibling

30 giorni sanità

Speciale Testo Unico Malattie Rare

Guida alle esenzioni per le malattie rare

Con il contributo non condizionante di

Partner Scientifici

Media Partner


Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni