Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet (Svezia) e pubblicato su JAMA Psychiatry sarebbe possibile ridurre di circa la metà il numero degli incidenti stradali causati da individui maschi affetti da sindrome ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività), tramite la regolare somministrazione di farmaci. Le persone affette da ADHD, sottoposte trattamento farmacologico, vengono attualmente trattate con farmaci stimolanti del sistema nervoso centrale che, andando ad agire nei centri cerebrali, migliorano l'attenzione e il controllo degli impulsi.

I ricercatori del Karolinska Institutet hanno analizzato 17.000 persone con Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività per un periodo di quattro anni (2006-2009), servendosi dell'aiuto dei vari registri anagrafici sanitari. Sono stati in grado di stimare il rischio che persone con ADHD corrono di causare incidenti stradali e di analizzare come la somministrazione di farmaci influenzi questo rischio.

Secondo i risultati dello studio, in linea con quelli di precedenti ricerche, i soggetti con ADHD avrebbero circa il 45% in più di probabilità, rispetto a quelli senza ADHD, di essere coinvolti in gravi incidenti stradali.

L'incidenza di tali eventi è risultata essere più bassa negli uomini con ADHD che assumevano regolarmente i farmaci rispetto a coloro che non li assumevano.

Inoltre nel gruppo di coloro che erano 'generalmente sottoposti a trattamento medico', l'incidenza variava molto nei periodi in cui l'assunzione di farmaci veniva sospesa. Secondo i ricercatori, durante i periodi in cui i pazienti assumevano i farmaci, il rischio di incidenti diminuiva addirittura del 58%. L'indagine condotta all'interno di questo gruppo rappresenta un importante punto di forza della ricerca perché dimostra che la diminuzione dell'incidenza non è correlata alle differenze inter individuali.

Ulteriori calcoli statistici hanno dimostrato che il 41% degli incidenti stradali, che hanno visto coinvolti uomini affetti da ADHD, si sarebbe potuto evitare se essi avessero continuato a ricevere trattamento farmacologico per l'intero periodo di follow-up.

Lo studio pubblicato non chiarisce nello specifico i meccanismi coinvolti nell'effetto che il trattamento farmacologico per l'ADHD ha sulla diminuzione del rischio di incidenti stradali ma i ricercatori ritengono che tale correlazione sia spiegabile dal fatto che i farmaci per l'ADHD agiscono sui sintomi principali della malattia come l'impulsività e la distraibilità.

Inoltre, spiega Henrik Larsson (professore associato presso il Dipartimento di Medicina Epidemiologia e Biostatistica): "Pur avendo dimostrato che, molto probabilmente, i farmaci per l'ADHD riducono il rischio degli uomini di essere coinvolti in incidenti stradali, non siamo riusciti a stabilire un'analoga riduzione del rischio di incidenti nelle donne. Abbiamo bisogno di ulteriori dati per poter commentare, con certezza statistica, gli effetti sulle donne. Inoltre è importante sottolineare che la maggior parte dei trattamenti farmaceutici comportano un rischio di effetti collaterali. Per ogni singola prescrizione è necessario valutare i rischi rispetto ai benefici, tenendo conto della situazione del singolo paziente".

La ricerca ha dimostrato infine che l'ADHD è un disturbo relativamente stabile, cioè caratterizzato da una sintomatologia tipica (mancanza di attenzione, difficoltà di concentrazione e impulsività) che insorge nel bambino e resta stabile nella vita adulta. Quindi molti di coloro a cui è stato diagnosticato il disturbo ADHD nell'infanzia soddisfano gli stessi criteri diagnostici nell'età adulta.

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