Buoni risultati sugli animali, il limite è nel fare l’iniezione direttamente nel cervello

STATI UNITI - La malattia Niemann-Pick di tipo A rientra tra le malattie da accumulo lisosomiale ed è causata da un deficit di attività dell'enzima sfingomielinasi acida (ASM) che porta all'accumulo di sfingomielina (SPH) nel sistema nervoso centrale e nei visceri. Attualmente non esiste cura per questa patologia e uno degli ostacoli principali è rappresentato dalla barriera ematoencefalica, che impedisce l'accesso alle zone interessate.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Molecular Therapy riporta la ricerca del dottor Jie Bu, condotta in collaborazione con la Divisione Malattie Rare di Genzyme, i quali hanno testato l'efficacia della terapia genica mediante virus adeno-associati, cioè mediante un vettore virale ricombinante in grado di trasferire il gene che codifica per la proteina non mutata nel genoma di cellule target.

I ricercatori hanno iniettato dosi crescenti di vettore contenente il gene ASM umano nel cervello di topi a cui era stato tolto il gene. I livelli di sfingomielinasi acida osservati sono stati proporzionali alla dose di vettore iniettata e i livelli di sfingomielina sono diminuiti in proporzione. Nel caso della dose più alta somministrata il livello dell'enzima nel cervello è risultato paragonabile a quello di un individuo sano e la sopravvivenza è risultata di 52 settimane, invece delle 34 del topo non curato. Anche nel caso delle dosi più basse, che causavano solo una piccola diminuzione di sfingomielina, la sopravvivenza è aumentata in modo significativo, quindi anche piccole dosi di enzima possono dare buoni risultati. In seguito la ricerca si è spostata sul macaco cinomolgo, un modello di scimmia, quindi più simile all'uomo, per testare la distribuzione dell'enzima in un cervello di dimensioni maggiori.

Dato che studi precedenti avevano dimostrato che la sfingomielinasi acida iniettata in una zona del cervello è in grado di espandersi anche nelle regioni adiacenti, i ricercatori hanno selezionato attraverso risonanza magnetica 12 siti di iniezione, corrispondenti alle zone più colpite dalla malattia nell'uomo. Dopo circa 5 settimane, la sfingomielinasi acida è risultata ben distribuita nel cervello, anche in zone non vicine ai siti di iniezione e in regioni non raggiungibili chirurgicamente.

La terapia genica mediante virus adeno-associati può quindi essere un valido strumento nella cura della componente cerebrale della malattia, anche se servono metodi di somministrazione meno invasivi, in quanto il rischio di emorragie aumenta di molto con l'aumentare del numero di siti di iniezione, concludono gli autori.


 

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