Nella forma più rara, la FSHD2, vi è tuttavia una percentuale più elevata di casi sporadici

Uno studio internazionale sulla correlazione genotipo-fenotipo, il più grande per numero di pazienti mai effettuato sulla malattia chiamata distrofia facio-scapolo-omerale (FSHD), che è andato ad indagare le differenze tra le due diverse forme della patologia, la FSHD1 e la FSHD2, ha dimostrato che clinicamente le tue tipologie sono indistinguibili anche se per la forma FSHD2 vi è una più alta incidenza di casi sporadici.

La distrofia muscolare facio-scapolo-omerale (FSHD) è una malattia caratterizzata da debolezza muscolare progressiva, che si associa al coinvolgimento della faccia, delle spalle e dei muscoli delle braccia. Si tratta di una malattia familiare rara, che colpisce 1 persona su 20.000, con esordio in età variabile tra i 3 e i 50 anni. La FSH è una malattia genetica a trasmissione autosomica dominante, ma nonostante siano stati individuati molti dei geni implicati (FRG1, ANT1, e DUX4) il meccanismo molecolare che porta alla malattia non è noto  L'anomalia genetica è stata localizzata sul braccio lungo del cromosoma 4 (4q35). La diagnosi molecolare si basa sull'individuazione di una delezione all'interno della sequenza ripetuta D4Z4 situata nella regione 4q35 e le analisi molecolari sono considerate positive se il numero di sequenze ripetute è inferiore a 10/11.

Tuttavia, questa anomalia non è stata individuata nel 5% dei pazienti con la diagnosi clinica di FSHD. Questi pazienti vengono distinti dagli altri denominandoli con la sigla FSHD2 e mostrano una bassa mutilazione del Dna e dei marcatori eterocromatina nella sequenza D4Z4 similmente ai casi descritti come  FSHD1.Questa comunanza suggerisce che un cambiamento nella struttura della cromatina D4Z4 che accomuna FSHD1 e FSHD2. Proprio su questa anomalia si è concentrato il lavoro di studio di una equipe di esperti internazionali i cui risultati sono stati appena pubblicati su Neurology. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare criticamente le caratteristiche cliniche nei pazienti con FSHD2 al fine di stabilire se questi pazienti sono fenotipicamente identici a quelli con FSHD1 e di stabilire gli effetti del genotipo sul fenotipo. Lo studio è stato fatto su 33 pazienti con FSHD2 provenienti da 27 famiglie e si tratta della più grande coorte mai utilizzata fino ad oggi per uno studio su questa malattia. Tutti i pazienti sono stati clinicamente valutati utilizzando un modulo standardizzato di valutazione clinica. L’analisi del genotipo è stata effettuata tramite l'elettroforesi su gel a campo pulsato e PCR mentre la metilazione D4Z4 è stata studiata tramite il metodo di analisi detto Southern blot,  ormai utilizzato di routine in biologia molecolare.


Ne è risultato che  il quadro clinico della FSHD2 è identico alla FSHD1 nella sua presentazione. Le maggiori differenze sono una più alta incidenza, pari al 67 per cento, di casi sporadici e l'assenza di differenze di genere nella gravità della malattia in FSHD2. Nel complesso, la gravità media della malattia FSHD2 era simile a quella della FSHD1 e non è influenzata dal numero di ripetizioni della frequenza D4Z4 mentre è stato rilevato un piccolo effetto della ipometilazione sulla gravità della FSHD2. I ricercatori hanno dunque concluso che clinicamente i pazienti con FSHD2 sono indistinguibili da pazienti con FSHD1 e che da quanto suggeriscono i dati  FSHD1 e FSHD2 sono il risultato dello stesso processo di fisiopatologico.

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