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Nasce l’equipe sanitaria che unisce il medico di base, l’infermiere come care manager, lo specialista e l’assistito

L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie cronico-degenerative e l’incidenza di patologie concomitanti, hanno dato l’input per lo sviluppo di modelli assistenziali innovativi, capaci di garantire la presa in carico di pazienti con patologie croniche, dando un nuovo ruolo ai servizi territoriali e responsabilizzando i pazienti nella gestione della malattia. Il Disease and Care Management rappresenta un modello multiprofessionale per la cura delle malattie non trasmissibili, che integra il medico di base, lo specialista, l’infermiere (care manager) e il paziente.

Questo il tema centrale del Convegno ‘Assistenza primaria tra innovazione e sostenibilità’, promosso dall’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione con il supporto di Pfizer Italia.

“II coinvolgimento diretto del paziente nel seguire la propria cura richiede l'individuazione di opportune strategie che tengano conto dell'efficacia, della sostenibilità e dell’equità delle cure. Tutto ciò non può che migliorare lo stile di vita per tutti i pazienti, a prescindere dalle caratteristiche demografiche e culturali del paziente stesso.” Ha spiegato il Senatore Antonio Tomassini, Presidente della 12a Commissione Igiene e Sanità del Senato e Presidente dell’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione.

Il Progetto Michelangelo PREVASC, modello nell’ambito della medicina territoriale della Regione Lazio, ha mostrato come le condizioni cliniche e gli stili di vita siano notevolmente migliorati.
“Il Progetto Michelangelo Prevasc, ha sperimentato nel territorio della ASL RME in collaborazione con la Cardiologia dell'Ospedale Santo Spirito, un innovativo modello assistenziale per la prevenzione cardiovascolare, basato sulla responsabilizzazione dell'Assistito al proprio stato di salute e  sulla creazione di una Equipe Assistenziale costituita dall'Assistito stesso, dal Medico di Medicina Generale, dal Cardiologo e dall'Infermiere (Care Manager). I risultati sono stati particolarmente rilevanti sia in termini di performance organizzativa che clinica: dopo i 12 mesi di intervento, si è osservata una riduzione significativa di tutti i fattori di rischio cardiovascolari e un  miglioramento delle variabili comportamentali studiate. Il progetto ha riscosso una valutazione positiva da parte di tutti gli attori coinvolti”. Ha sottolineato Roberto Ricci, Primario UOC Cardiologia, Ospedale Santo Spirito di Roma e Responsabile del Progetto Michelangelo.


Durante l’evento sono stati messi a confronto altri due modelli organizzativi – nati da partnership pubblico/privato - per la prevenzione e promozione della salute in ambito cardiovascolare: il Progetto Raffaello (Regione Marche) e il Progetto Leonardo (Regione Puglia).

“Il progetto Raffaello, cofinanziato dal Ministero della Salute e da Pfizer Italia e coordinato dalla Regione Marche, ha studiato 900 pazienti con fattori di rischio cardiovascolare. I risultati hanno dimostrato l’efficacia e l’economicità dell’intervento di Disease e Care Management nel riportare sotto controllo il diabete e l’ipertensione e nel ridurre il rischio cardiovascolare”. Ha raccontato Alberto Deales, Responsabile Area Qualità dei Processi Assistenziali e Reti Cliniche, Agenzia Regionale Sanitaria Regione Marche e Responsabile del Progetto Raffaello.

“In Puglia si sta estendendo il modello di presa in carico e gestione delle cronicità sperimentato con il Progetto Leonardo, facendo leva sull'organizzazione della medicina generale, sull'integrazione con il Distretto e sull'inserimento di nuove funzioni professionali attraverso il Care Manager. L'obiettivo è la riorganizzazione dell'assistenza primaria per la sostenibilità dei sistemi di cura". Ha detto Ambrogio Aquilino, Direttore Medico Area Accreditamento, Qualità e Ricerca, Agenzia Regionale Sanitaria Puglia e Responsabile del Progetto Leonardo.

“Esigenze di natura economica, a livello italiano ed europeo, incidono sempre di più sulle risorse destinate alla sanità, a fronte di una domanda crescente di salute da parte del paziente e delle problematiche emergenti, legate, ad esempio, all’invecchiamento della popolazione. In qualità di azienda leader, Pfizer Italia ha ritenuto di dover rinnovare il modello di collaborazioni esterne attraverso l’avvio di Partnership con le Regioni, mettendo a fattore comune il know-how della componente privata, scientifica, istituzionale ed il terzo settore per un obiettivo unico: migliorare la qualità del sistema e sperimentare nuovi modelli nei quali si riconosca la centralità del paziente". Ha tenuto a precisare Ugo Cosentino, Amministratore Delegato Pfizer Italia.



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