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E’ il primo progetto di ricerca scientifica strutturato in ambito cardiologico sui calciatori professionisti a livello europeo

E’ di appena qualche giorno fa la tragica notizia della morte del giovane calciatore del Livorno Piermario Morosini. Le cause di questa morte improvvisa non sono ancora note, tra i sospetti anche quello che il giovane possa essere affetto da una malattia rara di origine genetica. Nel frattempo a Siena l’attenzione si concentra sulla salute dei calciatori, grazie a un progetto del policlinico Santa Maria alle Scotte.

Lo dimostrano i dati di un progetto di ricerca scientifica triennale, iniziato ad agosto 2009, effettuato dalla Cardiologia Universitaria del policlinico Santa Maria alle Scotte – Scuola di Specializzazione in Cardiologia, diretta dal professor Sergio Mondillo, in collaborazione con l’Ac Siena.
La squadra senese ha monitorato le funzioni cardiache dei suoi giocatori nel corso delle ultime tre stagioni agonistiche, con uno stretto binomio tra ricerca scientifica e sport, grazie al supporto dello staff medico sanitario della società, coordinato dal dottor Andrea Causarano, con la collaborazione del professor Giorgio D’Urbano dello staff dei preparatori atletici dell’Ac Siena.

“La collaborazione tra la Cardiologia Universitaria di Siena e l’Ac Siena – sottolinea Causarano – è iniziata tre anni fa e, in breve tempo, ha consentito eccellenti risultati nel campo della ricerca scientifica. Ha rappresentato inoltre un ottimo strumento di monitoraggio e prevenzione della salute dei nostri calciatori, che hanno collaborato tutti con grande interesse ed entusiasmo a quanto proposto”. Il progetto si chiama CardioRobur e ha permesso, tramite analisi ecocardiografiche innovative, di individuare le differenze nella forma e nel funzionamento del cuore tra atleti e soggetti sedentari. “Abbiamo evidenziato che il cuore – spiega Mondillo – presenta delle caratteristiche cardiovascolari peculiari nello sportivo di alto livello e si adatta in modo dinamico durante la stagione agonistica in base al tipo di allenamento effettuato; ciò è importante anche per ottimizzare la preparazione ai fini della prestazione, con grande attenzione alla salute. Queste osservazione sono state presentate a vari congressi di Cardiologia italiani ed europei e  pubblicate in questi anni su riviste scientifiche di Cardiologia e Medicina dello sport. Nei calciatori si ingrandiscono le camere cardiache e la massa muscolare del cuore, con un ulteriore incremento delle capacità funzionali dell’organo”.

A completamento delle valutazioni morfologiche e funzionali del cuore d’atleta, è stato inoltre condotto uno studio con l’obiettivo di valutare le cellule staminali nel circolo sanguigno degli atleti. “In uno studio effettuato sui calciatori della Primavera – prosegue Mondillo – abbiamo messo in evidenza come l’allenamento intenso e la sedentarietà comportino un differente stimolo alla produzione  delle cellule staminali e quindi probabilmente differenti meccanismi riparativi”.

 



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