A dirigerlo è Paola Romagnani, selezionata tra i 16 migliori ricercatori  su 10 mila. Si studia l'uso delle staminali renali.

Non è un caso che una così importante scoperta relativa ad una malattia renale sia stata fatta in Toscana. In questa Regione, infatt,i anche grazie ai fondi europei è stato recentemente organizzato un Laboratorio di Eccellenza Universitario-Ospedaliero per gli studi renali che si compone di 12 ricercatrici tra cui biologhe, biotecnologhe e medici e dispone di tutte le nuove metodiche più avanzate per la diagnostica e la ricerca. A dirigerlo è proprio la Prof.ssa Paola Romagnani, la stessa che ha scoperto l’esistenza delle staminali renali  e che proprio in questi giorni firma uno studio che individua uno dei geni responsabili dell’ipoplasia renale. La giovane ricercatrice, conosciuta in ambito internazionale, è responsabile della Struttura complessa di Nefrologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer e professore associato di Nefrologia all’Università di Firenze. Il suo nome si impone nello scenario scientifico mondiale con la scoperta delle cellule staminali nel rene. Una scoperta che rivoluziona la Nefrologia, consentendole di ottenere due importanti finanziamenti dall’Unione Europea per il quadriennio 2008-2012.
Il primo, nel quale coordina il lavoro di 10 prestigiosi gruppi di Nefrologia europei, ha come finalità clinica l’uso delle cellule staminali del rene per curare le malattie che investono questo importante organo.
Paola Romagnani è stata selezionata a livello europeo nel 2008 tra i migliori 16 ricercatori (tra cui solo 2 donne) nel settore della medicina tra 10 mila candidati per lo Starting Grant Young Investigator Award.    


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