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Dott. Arrigo Schieppati“L'impatto economico annuo per paziente è stato definito grazie a 4.758 questionari distribuiti in Europa. l'Italia ha contribuito con un numero rilevante di casi”

Bergamo – Dieci patologie rare, per ognuna delle quali è stato calcolato il costo medio annuo per paziente. È il progetto BURQOL-RD, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal ricercatore spagnolo Julio López-Bastida. Ma quale metodo hanno usato gli studiosi per definire questi costi? A chiarirlo è il dott. Arrigo Schieppati, responsabile dell'USD Malattie Rare presso l'ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

“Tutti gli studi sui costi socio economici e sulla qualità di vita nei pazienti affetti dalle diverse malattie rare prese in considerazione, sono stati ideati e condotti da un gruppo di lavoro chiamato BURQOL-RD, che includeva diversi centri europei che si occupano a diverso titolo di malattie rare. Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione di numerose associazioni di pazienti”, spiega Schieppati.

“La metodologia seguita è stata uguale per tutte e dieci le condizioni studiate. In primo luogo è stato messo a punto un questionario, che aveva come scopo quello di raccogliere informazioni direttamente dai pazienti o da chi li assiste, in merito al consumo di risorse per la cura della propria malattia rara (farmaci, ausili sanitari, esami di laboratorio e strumentali, visite mediche e ricorso all'ospedale). Il questionario, inoltre, esplorava il consumo di risorse non strettamente di natura sanitaria ma comunque relativo alla malattia: trasporto del paziente per scopi diversi dalle visite mediche, accesso ai servizi sociali, ecc. Infine è stato valutato il valore economico della perdita di produttività causato dalla condizione di malattia”.

La valutazione economica è stata accompagnata da un'indagine sulla qualità di vita dei pazienti e dei caregiver, mediante alcuni strumenti validati dalla letteratura scientifica (EQ-5D, Barthel Index e Zarit Burden Interview).

I pazienti coinvolti nello studio sono stati contattati dalle associazioni, e invitati a rispondere online su un sito web o su un modulo poi inviato per posta al coordinatore dello studio. In seguito, i dati sono stati analizzati dal gruppo del prof. López-Bastida con le metodologie impiegate dagli economisti sanitari.

In tutto, sono stati distribuiti 4.758 questionari, di cui 3.232 erano validi per l'analisi”, conclude il dott. Schieppati. “L'Italia ha contribuito con un numero rilevante di casi (683), e con un numero significativo di casi in ciascuna delle 10 malattie prese in considerazione, anche quelle più rare”.

Clicca qui per conoscere i principali risultati del progetto BURQOL-RD.



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