Gli ultimi risultati mostrano una produzione di emoglobina anti-falcemica pari al 40% o più dell’emoglobina totale dopo sei mesi di trattamento

Milano - In occasione del 61° Congresso annuale della American Society of Hematology (ASH) in corso a Orlando (Florida), bluebird bio ha annunciato i risultati aggiornati relativi al Gruppo C dello studio clinico di Fase I/II HGB-206, tuttora in corso allo scopo di valutare la terapia genica LentiGlobin in pazienti con anemia falciforme, una malattia genetica grave, progressivamente invalidante, causata da una mutazione del gene della beta-globina.

Il difetto genetico alla base dell’anemia falciforme (AF) induce la produzione di emoglobina falcifica anomala (HbS), la quale si associa alla presenza di globuli rossi a forma di falce che risultano fragili, tanto da portare alla conseguente anemia emolitica cronica, vasculopatia e dolorose crisi vaso-occlusive (VOC). Per gli adulti e i bambini che soffrono di AF, tutto questo può tradursi in episodi imprevedibili di dolore dovuti a vaso-occlusione e altre complicanze acute, come la sindrome toracica acuta (ACS), ictus e infezioni, che possono portare anche a morte prematura.

LentiGlobin è una terapia genica sperimentale in fase di studio come potenziale trattamento per la AF. Il programma di sviluppo clinico di bluebird bio per LentiGlobin nella AF comprende lo studio di Fase I/II HGB-206 attualmente in corso.

Al 26 agosto 2019, 17 dei 49 pazienti con AF arruolati nello studio HGB-206 in aperto sono stati trattati con la terapia genica LentiGlobin, e il follow-up più lungo è giunto a 21 mesi. Dodici dei 17 pazienti trattati nel gruppo C avevano almeno sei mesi di follow-up al momento del cut-off dei dati. In questi pazienti, i livelli mediani di emoglobina anti-falcemica indotta dalla terapia genica, HbAT87Q, rappresentavano almeno il 40% dell'emoglobina totale e all'ultima visita, i livelli totali di emoglobina e di HbAT87Q risultavano compresi rispettivamente tra 9,3 e 15,2 g/dL e tra 2,7 e 9,0 g/dL. Nessun paziente ha avuto bisogno di trasfusioni di globuli rossi dopo il trattamento.

La persistenza di emoglobina derivata dalla terapia genica nei pazienti del gruppo C ha ridotto i livelli di emoglobina falcemica tanto da avvicinarsi ai livelli riscontrati nei pazienti omozigoti per l’anemia falciforme, il che indica che il trattamento con LentiGlobin migliora i marcatori biologici della malattia. Nove dei 12 pazienti con almeno sei mesi di follow-up che hanno avuto quattro o più eventi VOC o ACS nei due anni precedenti il trattamento, hanno riportato una percentuale mediana annualizzata pari a zero VOC o eventi ACS fino a 21 mesi dopo il trattamento.

I risultati del Gruppo C sono stati rafforzati dai dati emersi dai dosaggi esplorativi volti a valutare il rapporto tra le caratteristiche di LentiGlobin e la fisiologia dei globuli rossi. I dosaggi eseguiti su campioni di un sottogruppo di pazienti dei Gruppi A, B e C di HGB-206 hanno rilevato che, in media, l'80% o più dei globuli rossi dei pazienti conteneva HbAT87Q sei mesi dopo il trattamento. Ciò è indicativo di una distribuzione pancellulare di HbAT87Q ritenuta fondamentale affinché LentiGlobin possa esercitare la propria azione e modificare la AF.

Alla data di cut-off dei dati, i dati di sicurezza per i pazienti del Gruppo C dello studio HGB-206 rispecchiano la AF sottostante, gli effetti collaterali noti associati al prelievo di cellule staminali ematopoietiche (CSE) e gli effetti del condizionamento mieloablativo, compresi gravi episodi di nausea e vomito nell'11,8% dei pazienti. È stato segnalato un episodio lieve e non severo di vampate, ritenuto dallo sperimentatore possibilmente associato a LentiGlobin.

Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che questa terapia possa essere disponibile per le persone con anemia falciforme, ma quando lo sarà diventerà importante che i pazienti siano diagnosticati senza ritardi, per poter offrire loro una terapia risolutiva. Un aiuto, in tal senso, potrebbe venire dall’introduzione di appositi programmi di screening neonatale, come quelli attuati o sperimentati in diverse regioni italiane.

“Il consistente numero di dati derivanti dagli studi clinici di LentiGlobin per la AF, presentati al Congresso ASH, fa riferimento ai risultati del trattamento di 26 pazienti con un follow-up di oltre quattro anni di osservazione", ha affermato David Davidson, Chief Medical Officier di bluebird bio. “Continuiamo a monitorare i pazienti del Gruppo C che producono livelli elevati di emoglobina anti-falcemica derivata dalla terapia genica, HbAT87Q, che rappresenta almeno il 40% di emoglobina totale nei pazienti a sei o più mesi di follow-up. I test esplorativi dimostrano che HbAT87Q è presente nella maggior parte dei globuli rossi dei pazienti trattati. La forte produzione di HbAT87Q è stata associata a una sostanziale riduzione di emoglobina falcemica, HbS, nonché a un miglioramento dei principali marcatori dell'emolisi. L’aspetto ancora più importante è che i pazienti del Gruppo C non hanno presentato episodi di ACS o di VOC gravi a seguito della somministrazione di LentiGlobin per il trattamento della AF".

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