Bando Gilead

Più di un milione di euro destinato alla ricerca e alle associazioni di pazienti 

Milano – L’impossibile è solo un obiettivo ancora da raggiungere; un orizzonte che diventa possibile. Lo pensa l’85% degli italiani, soprattutto quando si tratta di medicina. Tra i traguardi che oggi sembrano irraggiungibili e che gli italiani credono potranno essere conquistati vi sono: la cura per tutti i tumori, anche quelli che oggi sono orfani di terapie, per le patologie neurodegenerative come il Parkinson e la disponibilità di terapie personalizzate basate sulle caratteristiche individuali. Traguardi raggiungibili grazie alla ricerca scientifica, che infatti per circa il 90% degli italiani è un fattore determinante per lo stato di salute e benessere. È questo il quadro che emerge dalla ricerca Creating possible, realizzata da AstraRicerche su un campione rappresentativo della popolazione in occasione della Cerimonia di premiazione della decima edizione dei Bandi promossi da Gilead Sciences in Italia, Fellowship e Community Award Program.

DNA

Obiettivo: accelerare le diagnosi attraverso lo screening genetico dei neonati e l’intelligenza artificiale

Tecnologie genomiche avanzate e intelligenza artificiale saranno al servizio delle malattie rare nel progetto di ricerca europeo “Screen4Care”, a cui partecipa l'Università di Siena con la Genetica Medica coordinata dalla professoressa Alessandra Renieri. Le malattie rare conosciute sono oltre 7mila e in Europa colpiscono una o meno di una persona su 2mila, complessivamente circa 27-36 milioni di persone. La maggior parte dei pazienti affetti da queste patologie affronta un lungo e complicato percorso prima di arrivare alla diagnosi.

Massimo Santoro

La scoperta proviene da uno studio condotto dalle Università di Padova e Torino

Ricercatori delle Università di Padova e Torino hanno scoperto che il processo che porta alla formazione e allo sviluppo dei vasi sanguigni e della funzione vascolare è regolato dal recettore Latrophilina 2 (LPHN2), il quale, agendo da aggregatore cellulare, è in grado di determinare, attraverso specifici segnali, la formazione di una efficace barriera endoteliale che potrebbe costituire un impedimento alla metastasi cellulare dei tumori.

Camera

Il DL Sostegni-bis, in vigore dal 26 maggio scorso, prevede la riduzione degli oneri fiscali, ma ora è urgente il decreto attuativo

Roma - Il 25 settembre scorso sono trascorsi i sessanta giorni previsti dal DL Sostegni per emanare il decreto attuativo per la riduzione degli oneri fiscali per acquisti finalizzati alla ricerca scientifica degli enti del terzo settore. Il DL Sostegni-bis, approvato il 23 luglio scorso, ha riconosciuto in via sperimentale, solo per l'anno 2021, un contributo nella misura del 17 per cento delle spese sostenute da Enti di ricerca privati senza finalità di lucro per l'acquisto di reagenti e apparecchiature destinate alla ricerca scientifica. L'efficacia della disposizione è però subordinata all'autorizzazione della Commissione Europea in materia di aiuti di Stato e richiede di essere attuata tramite decreto del Ministero della Salute. In assenza di tali provvedimenti, infatti, la misura non può entrare in vigore.

Ricerca scientifica

La ricerca sfrutta la presenza o meno di alterazioni in due dei geni più frequentemente alterati nel tumore, ovvero KEAP1 e TP53

Roma - Un team multidisciplinare dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, coordinato da Marcello Maugeri-Saccà, oncologo medico e ricercatore presso l’Oncologia Medica 2, ha svolto uno studio che individua quattro sottotipi molecolari di adenocarcinoma polmonare, con diverse sensibilità al trattamento immunoterapico. Il lavoro è stato pubblicato sul prestigioso Journal of Thoracic Oncology (la rivista ufficiale dell’International Association for the Study of Lung Cancer, IASLC). Partendo dai profili mutazionali, passando per i concetti di evoluzione neoplastica, epigenetica, eterogeneità tumorale e sottotipi immunologici, Maugeri-Saccà e colleghi, con questo studio, indirizzano a terapie sempre più ottimali, “tagliate e cucite” addosso al singolo soggetto.

COVID-19

L’ipotesi emerge da due nuovi studi condotti da un consorzio internazionale di scienziati

A quasi due anni dallo scoppio della pandemia da COVID-19, l’interrogativo più grande sul virus SARS-CoV-2, a cui tutti vogliono dare risposta, riguarda il fatto che per alcuni individui esso costituisca una minaccia mortale e in altri, invece, provochi un’infezione dai sintomi simili all’influenza; chiarire le ragioni di questa differenza potrebbe aiutare a proteggere le persone a rischio, riducendo in misura sensibile i decessi e le ospedalizzazioni. Grazie alle ricerche nel campo della genomica è possibile validare alcune ipotesi, iniziando a tracciare la strada della comprensione di questo nuovo Coronavirus. Lo dimostrano due nuove pubblicazioni apparse sulle pagine della rivista Science Immunology e firmate dagli studiosi del Consorzio Internazionale di Genetica COVID Human Genetic Effort (CHGE).

Il piccolo Nicolò Napolitano con i genitori

La ricerca sarà possibile grazie alla raccolta fondi lanciata da Luca Napolitano, padre di Nicolò e referente di ViPS ETS

Presso l’IRCCS Fondazione Stella Maris di Calambrone (Pisa), nei laboratori dell’Unità di Medicina Molecolare per Malattie Neurodegenerative diretta dal dr. Filippo M. Santorelli, si lavora allo studio preclinico sulla paraparesi spastica ereditaria causata da alterazioni del gene SPG56.

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