Secondo i risultati di uno studio polacco, pubblicati su “European Journal of Neurology”, entrambi i trattamenti attualmente in uso nella terapia della malattia di Wilson (WD) sintomatica sono efficaci e nessuno dei due appare superiore rispetto all’altro.
La malattia di Wilson è una malattia metabolica caratterizzata da accumulo di rame nei tessuti e la terapia si basa sulla riduzione di tale elemento nell'organismo. Secondo quanto spiegato dai ricercatori: "Esistono due gruppi di agenti farmacologici: i chelanti del rame, come la DPA (D-penicillamina), che inducono escrezione urinaria dell’elemento, e i sali di zinco, quale lo ZS (zinco solfato), che diminuiscono l’assorbimento intestinale del metallo e riducono la tossicità del rame nel corpo".

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