Studio del Cold Spring Harbor Laboratory mostra che è la Tap63 a determinare lo sviluppo della sindrome negli individui portatori di mutazione del gene p63

L'EEC (Ectodactyly, Ectodermal dysplasia, Clefting syndrome) è una malattia causata da una mutazione di una singola "lettera" del DNA in un gene chiamato p63, che provoca palatoschisi e deformazioni della pelle e degli arti. Questo errore nel DNA causa conseguentemente una mutazione nella proteina codificata dal gene p63. Nella sua forma conclamata la patologia è rara, anche se singoli aspetti ad essa associati (come ad esempio la palatoschisi) sono più comuni.

 

La sindrome EEC è autosomica dominante, il che significa che basta che un solo genitore sia portatore della “copia difettosa” del gene perché il bambino sviluppi la malattia. Quando un genitore è portatore del gene mutante dunque, il figlio ha il 50% di possibilità di essere affetto dalla sindrome.

Alcuni bambini nati con la mutazione genetica sviluppano la sindrome EEC, mentre altri, anch'essi portatori della stessa predisposizione alla mutazione genetica, mostrano pochi o nessun segno della malattia. Come si spiega questa anomalia? Un gruppo di ricerca del Cold Spring Harbor Laboratory ha risolto il mistero ed ha individuato la proteina che agisce come modificatore genetico.

“La grande domanda - ha affermato il Professor Alea Mills, genetista CSHL che ha guidato il team di ricerca – è perché alcuni bambini con la mutazione presentino gravi difetti di nascita, mentre altri che sono portatori della stessa mutazione di p63 - in alcuni casi, fratelli e sorelle di persone affette dalla sindrome -  siano in gran parte o del tutto privi di sintomi."

In seguito ad una complessa serie di esperimenti genetici gli scienziati del Cold Spring Harbor Laboratory hanno scoperto che è la presenza o l'assenza di un tipo variante della proteina p63, chiamata TAp63, a determinare se un bambino con la mutazione p63 svilupperà la sindrome EEC. La TAp63 normalmente protegge dai difetti di nascita e conseguentemente alla sua assenza insorge l'EEC.

Mills lavora a questo studio sin dal 1999, anno in cui fece il primo modello genetico "knock-out" per la p63, mappando il gene su modello murino. Ora, grazie al finanziamento della March of Dimes Foundation, il team di Mills è stato il primo a fare un "knock-in" su modello murino della EEC, sostituendo il normale gene p63 con una versione recante la mutazione che causa la sindrome nelle persone.

Gli scienziati del CSHL sono partiti dall'idea che la stessa proteina p63 controllasse o "modificasse" la manifestazione della EEC nei diversi individui. I topi privi di TAp63 non presentavano alcun sintomo della patologia, il che significa che l'assenza della sola TAp63 non è responsabile della sindrome, ma quando i topi privi di TAp63 erano anche portatori della mutazione genetica del gene p63 la patologia si manifestava sempre.

"L'unico caso – ha affermato Mills - in cui è possibile essere affetti dalla mutazione ECC ed essere sani o presentare lievi sintomi della malattia è dunque quando si hanno alti valori di proteina TAp63 nelle cellule”.


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