In campo sanitario è fondamentale poter disporre di strumenti in grado di riassumere e concentrare in modo sistematico ed efficace i risultati degli studi clinici che nascono intorno ai nuovi farmaci, specialmente quando riguardano l'ambito delle malattie rare, dove i trial clinici spesso sono realizzati con casistiche ridotte e prevedono tempi di sviluppo molto lunghi. La Cochrane Library è una raccolta di sei database tra loro indipendenti e di altissima qualità, nata con l'obiettivo di offrire prove di efficacia indispensabili per favorire i processi decisionali alla base dell'assistenza sanitaria. Perciò, il fatto che nell'ultimo numero della Cochrane Database of Systematic Reviews l'attenzione sia stata puntata sull'impiego della terapia di sostituzione enzimatica nella lotta alla Sindrome di Maroteux-Lamy (detta anche Mucopolisaccardiosi di tipo VI) risulta di notevole importanza.

In primo luogo perché questa malattia è estremamente rara (si stima che circa 1 bambino su 340.000 ne sia affetto) e poi perché, fino ad oggi, la terapia era solo di tipo palliativo. I trattamenti principali sono volti al contenimento della sintomatologia e solo con il trapianto di midollo osseo è stato possibile raggiungere qualche modesto risultato. La sindrome di Maroteux-Lamy è una malattia autosomica recessiva dovuta ad una carenza dell'enzima arisolfatasi B che innesca un difetto di degradazione del dermatan solfato, traducendosi in un esteso danno ai lisosomi. Si tratta, perciò, di una malattia da accumulo lisosomiale, accostabile alle Mucopolisaccardiosi di tipo I e trattabile con il ricorso alla terapia di sostituzione enzimatica a base di Galsulfase. Galsulfase, prodotto con la tecnologia del DNA ricombinante, è un enzima glicoproteico che supplisce alla carenza di arisolfatasi B e catalizza l'idrolisi del dermatan solfato, prevenendone l'accumulo nei lisosomi. Agendo in tal modo, la terapia riesce a fermare – o addirittura, far regredire – la progressione dei sintomi che, nel caso della sindrome di Maroteux-Lamy possono insorgere già nei primi mesi di vita e comprendono segni clinici evidenti come la macrocrania, il collo e il tronco tozzi, il petto carenato e le mani ad artiglio con importante rigidità articolare. I bambini affetti da questa malattia presentano una lunga serie di problemi che interessano anche organi vitali come il cuore (insufficienza mitralica ed aortica) e i polmoni (marcata riduzione della funzionalità polmonare) ma, per lo stesso inquadramento della patologia, i sintomi si allargano a molti altri organi e annoverano l'epatosplenomegalia, la perdita di udito, le apnee notturne, l'opacità corneale e la presenza di ernie ombelicali. La forma più severa della malattia prevede anche problematiche a livello scheletrico che sfociano in pronunciate deformità.
La vita dei bambini amalalti è un calvario e la possibilità di ricorrere alla terapia di sostituzione enzimatica è un incredibile passo avanti. La terapia, purtroppo, è una delle più costose sul mercato e i suoi benefici devono essere valutati con grande attenzione.

La revisione proposta dalla Cochrane si è articolata attraverso una ricerca a tappeto di tutti gli studi clinici ruotanti intorno all'uso di questa molecola, raffrontandone le conclusioni ed i risultati, allo scopo di valutare la sicurezza e l'efficacia della Galsulfase nel trattamento della sindrome di Maroteux-Lamy. Gli stretti criteri di inclusione proposti dagli specialisti della Cochrane hanno permesso di scremare tra i quasi 300 lavori selezionati, eliminando quello meno rispondenti allo scopo e finendo col ridursi ad uno studio australiano di fase III, randomizzato e controllato con placebo, nel quale erano stati arruolati 39 pazienti di età superiore a 7 anni affetti da malattia.

Dai risultati emersi si è potuto osservare che i soggetti sottoposti a terapia con Galsulfase hanno avuto decisi miglioramenti nel test di marcia dei 12 minuti. Al termine delle 24 settimane di studio, il gruppo di pazienti trattato con Galsufase ha fatto segnare un miglioramento significativo, con una differenza di 92 metri rispetto al gruppo di controllo. Anche nel test dei 6 minuti, si è potuta registrare una differenza significativa di 53 metri a favore del gruppo dei trattati. In aggiunta a ciò, è stata notata una riduzione del 75% nel livello dei glicosaminoglicani (GAG), mantenutasi anche nelle 24 settimane successive al termine dello studio.

Nonostante non sia stata registrata una differenza significativa nei principali test adottati per la valutazione della funzionalità polmonare, la terapia è stata ben tollerata da tutti i pazienti e non sono stati osservati eventi avversi di rilievo.
Il lavoro della Cochrane dimostra che la terapia di sostituzione enzimatica a base di Galsulfase è la giusta strada da seguire per i malati colpiti dalla sindrome di Maroteux-Lamy anche se saranno necessari altri studi clinici, con casistiche più ampie e tempi di follow-up più lunghi nei quali valutare anche il recupero a livello polmonare.

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