Screening nazionale malattia renale cronica

Presentato in XII Commissione Affari sociali dall'On. Pretto (FI), il testo impegna il Governo su diagnosi precoce, attuazione uniforme del PPDTA-MRC e sensibilizzazione

Fino al 90% delle persone che convivono con la Malattia renale cronica (MRC) non sa di esserne affetta, un dato che rende la patologia uno dei principali "punti ciechi" nei sistemi di prevenzione: viene intercettata perlopiù nelle fasi avanzate, quando la funzione renale è già compromessa oltre il 50%. Per colmare questo vuoto, l'On. Erik Umberto Pretto (Forza Italia) ha presentato il 17 luglio 2026 alla Camera dei deputati, in XII Commissione Affari sociali, una risoluzione che impegna il Governo sull'avvio di un programma pluriennale di screening su base nazionale per la diagnosi precoce della MRC.

La MRC interessa in Italia circa 5 milioni di persone, con una prevalenza in crescita nella popolazione adulta e anziana. Si tratta di una condizione clinica complessa, caratterizzata dall'alterazione progressiva delle funzioni renali, che costituisce un fattore indipendente di rischio cardiovascolare e si associa spesso ad altre patologie croniche come diabete mellito, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e obesità.

I numeri europei rendono l'idea della portata del problema: circa 100 milioni di persone convivono con la MRC, con un costo per i sistemi sanitari stimato in circa 140 miliardi di euro l'anno. Il dato più preoccupante riguarda però la consapevolezza: si stima che fino al 90% delle persone affette non sappia di esserlo e ciò rende la MRC una delle patologie croniche con il più alto tasso di sottodiagnosi del continente.

UN “PUNTO CIECO” NEI SISTEMI DI PREVENZIONE

A differenza di altre condizioni croniche per le quali esistono programmi consolidati di prevenzione e diagnosi precoce, la MRC – si legge nella risoluzione – continua a essere intercettata prevalentemente nelle fasi avanzate del decorso clinico, spesso quando risulta già compromessa oltre il 50% della funzione renale. Un vero e proprio “punto cieco” nei sistemi di prevenzione, aggravato dal decorso a lungo asintomatico della patologia. Nella fase terminale, le possibilità di trattamento si riducono alla dialisi o al trapianto di rene.

Le proiezioni epidemiologiche indicano che, in assenza di interventi strutturati, la MRC è destinata a diventare la terza causa di morte in Europa occidentale entro il 2050. Un'urgenza riconosciuta anche a livello internazionale. Nel 2025, infatti, l'Organizzazione mondiale della sanità ha inserito la malattia renale cronica tra le priorità di salute pubblica globali e nella stessa direzione si è mosso l'ONU.

IL PPDTA-MRC E IL NODO DELL'ATTUAZIONE REGIONALE

La risoluzione richiama il “Documento di indirizzo per il percorso preventivo diagnostico terapeutico assistenziale della Malattia renale cronica” (PPDTA-MRC), approvato dalla Conferenza Stato-regioni nell'aprile 2025 ed elaborato dalla Società italiana di nefrologia in collaborazione con il Ministero della salute. Il documento definisce gli standard nazionali per la diagnosi precoce, la gestione terapeutica e l'assistenza multidisciplinare, con particolare attenzione alla continuità assistenziale e all'integrazione tra medicina generale, specialistica e servizi territoriali.

Il PPDTA prevede espressamente un percorso di screening negli ambulatori dei medici di medicina generale per i soggetti a rischio, basato su esami di laboratorio a basso costo e su criteri definiti per l'invio tempestivo dei pazienti più gravi al nefrologo. Il testo è stato trasmesso agli Assessorati alla salute di tutte le Regioni, ma il recepimento regionale è solo il presupposto, poiché senza un impegno finanziario da parte dello Stato, le indicazioni rischiano di restare inattuate, perpetuando le disomogeneità territoriali che negli anni hanno caratterizzato la gestione della MRC.

I primi segnali incoraggianti arrivano intanto dal territorio, dove reti sperimentali e progetti pilota tra medici di medicina generale e nefrologi stanno dimostrando che l'emersione precoce dei pazienti oggi sommersi è una possibilità concreta, purché sorretta da un disegno nazionale coerente e da risorse certe.

GLI IMPEGNI CHIESTI AL GOVERNO

La risoluzione impegna il Governo su tre fronti. Il primo è l'avvio di un programma pluriennale di screening nazionale per la diagnosi precoce della MRC nella popolazione adulta a rischio (con particolare riferimento a chi soffre di diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e obesità) con criteri uniformi di individuazione, strumenti diagnostici accessibili nelle cure primarie e meccanismi chiari di invio alla specialistica nefrologica, anche valorizzando i risparmi di spesa derivanti dalla presa in carico precoce.

Il secondo impegno riguarda la promozione del recepimento e dell'attuazione uniforme del PPDTA-MRC da parte di tutte le regioni e province autonome, per garantire a ogni cittadino lo stesso livello di qualità e tempestività nella diagnosi e nella presa in carico, indipendentemente dal contesto geografico.

Infine, il testo chiede campagne periodiche di informazione e sensibilizzazione, rivolte alla popolazione e agli operatori sanitari, sull'importanza della diagnosi precoce e sui fattori di rischio associati alla MRC, valorizzando il ruolo centrale del medico di medicina generale come primo presidio di intercettazione della patologia sul territorio.

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