La Sen. Zambito (PD) interroga il Ministro della Salute sulla manovra AIFA da 500 milioni: nel mirino statine, PPI, sartani e ACE-inibitori, farmaci di uso quotidiano per milioni di persone
C'è preoccupazione per la revisione del prontuario farmaceutico nazionale avviata dall'AIFA e la questione è arrivata in Parlamento. Il 14 luglio scorso la senatrice Ylenia Zambito, insieme ad altri sedici colleghi del Partito Democratico, ha presentato un'interrogazione in 10a Commissione (Sanità e lavoro) rivolta al Ministro della Salute.
Il prontuario farmaceutico nazionale è, in sostanza, l'elenco dei medicinali che il Servizio sanitario nazionale rimborsa ai cittadini. Stabilisce quali farmaci sono gratuiti o quasi per chi li assume e quali invece restano a carico di chi li acquista. Intervenire con modifiche significa quindi ridisegnare i confini dell'assistenza farmaceutica pubblica, con effetti diretti sui livelli essenziali di assistenza. Ed è proprio questo il punto sollevato dai firmatari, poiché la revisione in corso, motivata da AIFA come procedura strutturale prevista dalla legge di bilancio (legge n. 199 del 2025), punterebbe a risparmi stimati in circa 500 milioni di euro, ma una parte significativa dei farmaci interessati è usata ogni giorno nelle terapie croniche.
IL NODO DEL “PREZZO DI RIMBORSO” E LE RICHIESTE AL MINISTRO
I numeri di partenza sono quelli del monitoraggio AIFA sulla spesa farmaceutica: nel 2025 la spesa complessiva ha sfiorato i 25 miliardi di euro, in crescita del 5,4% sull'anno precedente. Lo sforamento, però, riguarda gli acquisti diretti, oltre il tetto programmato di più di 4,7 miliardi, mentre la spesa convenzionata (quella dei farmaci dispensati in farmacia su ricetta) resta sotto il limite, con un avanzo di circa 460 milioni.
Nondimeno, osservano i senatori, la manovra andrebbe a incidere proprio su classi terapeutiche della convenzionata: inibitori di pompa protonica, sartani (anche in associazione con idroclorotiazide), statine e ACE-inibitori.
Il meccanismo individuerebbe per ciascuna classe un nuovo “prezzo di rimborso”, cioè la differenza rispetto al prezzo del farmaco prescritto finirebbe a carico del paziente, spesso cronico, spesso anziano, in un momento economico già segnato da inflazione e rincari. Secondo gli interroganti, peraltro, l'operazione avrebbe effetti modesti sul contenimento della spesa (i PPI, ad esempio, mostrano già un netto calo dopo la recente revisione della nota prescrittiva), mentre peserebbe sui cittadini e sulle aziende titolari dei prodotti.
Da qui le due richieste al Ministro: garantire la piena rimborsabilità dei medicinali prescritti, lasciando al clinico la libertà di scegliere all'interno della stessa classe il farmaco più adatto al singolo paziente, anche in base alle interazioni con altre terapie. Prima di procedere poi, istituire tavoli tecnici con associazioni di pazienti, società scientifiche e attori di sistema, per individuare insieme le misure di contenimento più eque ed efficaci.










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