Più che di una misura unica si tratta di un mosaico di agevolazioni regolate dai LEA e declinato dalle Regioni. Ecco i dettagli
Nelle ultime settimane sono rimbalzate in rete numerose notizie riguardanti l’arrivo di un “Bonus Dentista”, una misura che garantirebbe cure odontoiatriche gratuite o agevolate per i cittadini con redditi bassi o specifiche soglie ISEE. In realtà, non esiste un Bonus unico: si tratta piuttosto di un mosaico di agevolazioni odontoiatriche basate su norme nazionali e delibere regionali, che consentono l’accesso a cure gratuite o a costi ridotti per minori, persone con ISEE basso o soggetti fragili.
LE CURE ODONTOIATRICHE NEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA
Il diritto alle cure odontoiatriche gratuite o parzialmente coperte è regolato dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). L’allegato 4C del DPCM 12 gennaio 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo, stabilisce le condizioni di erogabilità delle prestazioni odontoiatriche. L’accesso alle cure è garantito prioritariamente ai cittadini in età evolutiva (0-14 anni), attraverso programmi che prevedono monitoraggio della carie, trattamento delle patologie cariose e correzione delle malocclusioni più gravi. Accanto ai minori, il testo individua due categorie di beneficiari: i soggetti caratterizzati da vulnerabilità sanitaria e quelli caratterizzati da vulnerabilità sociale. Nel primo caso si tratta di pazienti con malattie o condizioni associate a complicanze di natura odontoiatrica (ad esempio labiopalatoschisi e altre malformazioni congenite, alcune malattie rare, tossicodipendenza) e di pazienti con malattie e condizioni di salute che potrebbero risultare aggravate o pregiudicate da patologie odontoiatriche concomitanti. La vulnerabilità sociale, invece, definisce le persone in condizioni di marginalità o svantaggio economico tali da non poter affrontare i costi delle cure private. Per la popolazione generale, l’assistenza pubblica resta limitata alla diagnosi precoce dei tumori del cavo orale e alla gestione delle emergenze acute. Spetta poi alle Regioni definire i parametri economici e organizzativi per individuare i beneficiari delle prestazioni gratuite o agevolate.
LE COMPETENZE REGIONALI
Sebbene i LEA stabiliscano una cornice nazionale, la gestione regionale comporta differenze significative nei criteri ISEE, nei protocolli di accesso e nell’organizzazione dei servizi. Alcune Regioni hanno attivato progetti di “odontoiatria sociale” molto avanzati, mentre in altre l’accesso alle cure pubbliche resta più complesso.
REGIONE CAMPANIA
Con la DGR n. 24 del 17/01/2024, la Regione Campania ha approvato le misure a sostegno della famiglia e della natalità attraverso il progetto “Campania per le famiglie e la natalità” coerenti con gli obiettivi previsti dal Programma FSE+ in prosecuzione degli interventi programmati con la DGR n.781/2023. In particolare, è previsto un sostegno economico, per un massimo di 500 euro, diretto alle famiglie con minori fino a 10 anni e un ISEE fino a 12.500 euro, tramite il rimborso delle spese mediche odontoiatriche e delle cure e/o visite specialistiche sostenute non coperte dal SSN.
REGIONE SARDEGNA
Con i “Buoni Servizi Sanitari” la Regione Sardegna ha istituito una misura che finanzia visite ed esami specialistici gratuiti presso strutture private accreditate per i cittadini in difficoltà economica. Il piano è rivolto a residenti con un ISEE fino a 10.000 euro. Questa misura, finanziata attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus nell’ambito del PR Sardegna FSE+ 2021-2027, nasce con l’obiettivo di garantire a tutti il diritto alle cure, sostenendo concretamente le famiglie in difficoltà. Inoltre, nelle ASL di Nuoro e Sassari sono attivi gli Ambulatori odontoiatrici per la popolazione vulnerabile del progetto “Equità nella Salute”, che offrono servizi odontoiatrici per persone a basso reddito (ISEE sotto i 10.000 euro) o seguite dai servizi sociali. Mentre lo scorso dicembre, a Cagliari, grazie agli specialisti dell’Odontostomatologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria, è stato riattivato il programma regionale che offre controlli e cure dentali gratuiti a pazienti in attesa di trapianto d’organo, trapiantati e dializzati.
REGIONE VENETO
Con la DGR n. 1299 del 16 agosto 2017, la Regione Veneto ha approvato l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario Regionale, ridefinendo l’accesso alle cure odontoiatriche a carico del Servizio Sanitario Regionale. Le prestazioni vengono garantite ai minori inseriti nei programmi di tutela odontoiatrica, alle persone in condizioni di vulnerabilità sociale o sanitaria e a chi presenta patologie odontoiatriche che richiedono un intervento immediato. Protesi e apparecchi ortodontici restano a carico dell’assistito, senza contributi pubblici. L’unica eccezione riguarda i residenti veneti con più di 64 anni e con un reddito familiare lordo non superiore a 36.151,98 euro, ai quali viene riconosciuto un contributo di 200 euro per ciascuna arcata, rinnovabile ogni quattro anni.
REGIONE MARCHE
La Rete Odontoiatrica Regionale delle Marche, istituita con la DGR n. 716 del 13 maggio 2024, uniforma i protocolli di cura su tutto il territorio regionale, garantendo prestazioni odontoiatriche gratuite o agevolate ai pazienti con fragilità cliniche e sociali. Per la popolazione generale, che non rientra nelle categorie della vulnerabilità sociale e sanitaria definite dai Lea, le agevolazioni si limitano alla diagnosi precoce dei tumori del cavo orale e alla gestione immediata delle urgenze odontostomatologiche, come infezioni acute, emorragie o dolore intenso con accesso diretto alle cure.










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