proroga smart working lavoratori fragili

Per tutti i lavoratori del comparto pubblico la scadenza resta fissata al 31 dicembre di quest’anno. La denuncia del gruppo “Lavoratori Fragili Uniti” 

Un traguardo raggiunto solo a metà quello della proroga al 31 marzo 2024 per l’accesso prioritario dei fragili allo smart working stabilito recentemente dal cosiddetto DL Anticipi (Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con Legge 15 dicembre 2023, n. 191). Si tratta infatti di un provvedimento di cui potranno beneficiare solo i lavoratori del settore privato.

Alla luce di questa disparità di trattamento è tornato a farsi sentire il gruppo "Lavoratori fragili uniti", che già nelle scorse settimane aveva scritto alle istituzioni per sollecitare la proroga.

Con una nuova lettera, indirizzata sempre al Governo e ai Parlamentari, denunciano proprio la discriminazione tra i lavoratori fragili del privato e del pubblico, per i quali invece l’accesso prioritario al lavoro agile è in scadenza il 31 dicembre 2023, e chiedono tutele strutturali per tutti i lavoratori fragili.

 

Di seguito riportiamo il testo completo della lettera inviata.

 

Al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Al Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone
Al Ministro della Salute Orazio Schillaci
Al Ministro della Funzione Pubblica Paolo Zangrillo
Al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara
Al Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli
Agli Onorevoli Senatori e agli Onorevoli Deputati
A tutte le Organizzazioni Sindacali
A tutti i giornali con invito alla pubblicazione della presente lettera

 

Lo scrivente lavoratore fragile, membro del gruppo "Lavoratori fragili uniti", considerato

che per i soli lavoratori fragili del privato è stato prorogato il lavoro agile fino al 31/03/2024 con l'art. 18 bis del decreto legge n. 145 del 18 ottobre 2023, così come modificato dalla legge di conversione n. 191 del 15/12/2023, mentre ancora non è stato prorogato il lavoro agile per i lavoratori fragili del pubblico impiego;

che addirittura per la legge di bilancio vi è un emendamento che prorogherebbe per i lavoratori fragili del settore pubblico solo fino al 31 gennaio 2024 (proroga a dir poco irrisoria considerata la burocrazia delle diverse pubbliche amministrazioni ed i tempi tecnici nell'applicazione delle proroghe che si sono succedute nel tempo, costringendo spesso il lavoratore fragile ad attendere giorni prima della concessione);

che non si comprende la ratio di questa inammissibile discriminazione, come se per qualche arcano motivo il rischio sanitario per i lavoratori fragili pubblici cessi al 31 dicembre 2023 o al 31 gennaio 2024, mentre per i lavoratori fragili privati continui sino al 31 marzo!!!

che detta diversa tutela temporale tra lavoratori fragili privati e lavoratori fragili pubblici si configura come una discriminazione che palesa evidenti profili di incostituzionalità di cui agli articoli 3 e 32 della Costituzione, relativi rispettivamente al principio di eguaglianza ed alla tutela della salute;

che non trova fondamento sostenibile il motivo dell'assenza di risorse sufficienti per negare detta proroga, in quanto in molti settori del pubblico impiego, l'attività lavorativa da remoto determina, rispetto a quella svolta in presenza, addirittura un risparmio di costi per la pubblica amministrazione e quindi per la collettività, in quanto non sono previsti sia l'erogazione del buono pasto giornaliero (riconosciuta solo se si lavora in presenza), sia il rimborso delle spese di consumo elettrico che restano a totale carico del lavoratore;

DENUNCIA

la discriminazione perpetrata nei confronti dei lavoratori fragili del pubblico impiego e si chiede nel primo provvedimento legislativo utile di estendere la suddetta proroga dal 1 gennaio 2024 sino al 31 marzo 2024 anche per il pubblico impiego.

 

Con osservanza
lavoratore fragile del pubblico impiego 
gruppo su Facebook "Lavoratori Fragili Uniti"

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