Lavoratori fragili e proroga per lo smart working

L’attuale provvedimento di tutela scade il 31 dicembre. Il gruppo "Lavoratori fragili uniti" scrive una lettera aperta alle Istituzioni per chiedere delle tutele strutturali

Il gruppo "Lavoratori fragili uniti" ha scritto una lettera aperta – che di seguito pubblichiamo integralmente - indirizzata al Governo e ai Parlamentari chiedendo la proroga del lavoro agile per tutti quei pazienti con situazioni di grave compromissione del sistema immunitario, con almeno 3 o più patologie gravi concomitanti e persone in possesso di documentata esenzione alla vaccinazione, come definito dal  Decreto del Ministero della Salute del 4 febbraio del 2022. L’attuale provvedimento è in scadenza il 31 dicembre 2023.

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, al Ministro della Salute Orazio Schillaci, al Ministro della Funzione Pubblica Paolo Zangrillo, al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, al Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, agli Onorevoli Senatori e agli Onorevoli Deputati e a tutte le Organizzazioni Sindacali:

Siamo membri del gruppo "Lavoratori fragili uniti" presente su Facebook, e di altri gruppi formati da lavoratori e lavoratrici fragili per un totale di oltre 10.000 iscritti. Ma in tutta Italia ci sono molte altre migliaia di lavoratori fragili che, insieme a noi, aspettano le tutele strutturali ed una proroga al lavoro agile che scadrà tra pochissimi giorni, il 31 dicembre 2023.

Ci appelliamo al Governo, a tutti i Senatori e Deputati e a tutte le istituzioni competenti per chiedere con urgenza la proroga del lavoro agile per i lavoratori fragili e che vengano stabilite tutele strutturali.

Purtroppo, nonostante l'emendamento presentato dall'Onorevole Orfeo Mazzella, insieme ad altri illustri onorevoli del Movimento 5 stelle, la fiducia al decreto milleproroghe non ne ha consentito la votazione, lasciando i lavoratori fragili senza tutele.

Ora gli Onorevoli Mazzella, Bevilacqua, Patuanelli, Castellone, Damante e Floridia hanno presentato l'emendamento 37.0.5 all'art. 37 della Legge di Bilancio e gli Onorevoli Camusso, Furlan, Zampa, Zambito, Manca, Misiani, Lorenzin, Nicita,  hanno presentato gli emendamenti 35.0.6 – 35.0.7 – 35.0.8 all'art. 35 della Legge di Bilancio per la proroga del lavoro agile per i lavoratori fragili fino al 30/06/2024.

Vista la scadenza ormai prossima, invitiamo tutti i Senatori e i Deputati alla medesima sensibilità e partecipazione presentando urgentemente ulteriori emendamenti per la proroga delle tutele per i lavoratori fragili alla legge di Bilancio o approvando gli emendamenti già presentati al fine di non lasciare migliaia di lavoratori fragili senza tutele.

Le tutele dei lavoratori fragili e dei disabili non devono avere un colore politico ma devono essere una volontà di tutto il Parlamento e di tutto il Governo.

Ricordiamo ancora una volta che i lavoratori fragili sono affetti da gravissime patologie che minano il sistema immunitario come tumori, trapiantati, malattie autoimmuni che costringono ad assumere immunosoppressori a vita... Sicuramente tutti voi avete o avrete avuto un parente, un fratello, un genitore, un cugino affetto da una di queste gravi patologie... ecco, noi siamo quel fratello, genitore, cugino, figlio, amico...

Noi siamo la categoria di lavoratori più debole e, per tale motivo, il Governo ed il Parlamento hanno l'obbligo morale di tutelarci.

Lo stesso partito dell'attuale Presidente del Consiglio, On.le Giorgia Meloni, nel programma elettorale al punto 9, si era impegnato a tutelare i lavoratori e le lavoratrici fragili, gli invalidi e i caregiver. Persone che quotidianamente sono lasciate sole di fronte al loro problema, senza nessuno che le ascolta. Così come tutti i partiti, sia di opposizione sia di maggioranza, in campagna elettorale avevano tra i loro programma un’attenzione al tema che non è stata mantenuta.

Oltretutto vorremo sapere se è vero che sono stati fatti pure tagli ai fondi destinati alla disabilità che sarebbero potuti essere destinati per le tutele dei lavoratori fragili.

I lavoratori fragili, avendo il sistema immunitario compromesso, sono maggiormente esposti al rischio di contrarre gravi infezioni, anche mortali, non dovute solo al coronavirus ma a tutti i virus e batteri, con rischio di aggravare le già gravi condizioni di salute, con rischi anche per la vita.

Il COVID-19, tuttora presente anche se non in forma pandemica, ha fatto solo emergere l'annoso problema dei lavoratori che, a causa delle plurime patologie e delle terapie salvavita cui sono sottoposti (farmaci immunosoppressori/chemioterapici, cortisone, radioterapia e dialisi), corrono costantemente gravi rischi per la salute.

Quindi il rischio per noi lavoratori fragili è rappresentato non solo dal covid, ma da tutti i virus, batteri, etc… che possono causare un’infezione che per noi può portare a gravi conseguenze sulla salute già precaria, causando persino la morte. Per tale motivo sono necessarie tutele durature nel tempo.

Inoltre si ricorda che i lavoratori e le lavoratrici fragili che non possono compiere lavoro agile non sono tutelati dall’01/07/2022.

In particolare, con questa lettera chiediamo al Governo ed a tutti i Senatori e Deputati:

- La proroga del lavoro agile per tutti i lavoratori fragili senza alcuna discriminazione tra pubblico e privato almeno fino al 31/12/2024, prevedendo che vi possano accedere con cambio mansione anche coloro che non possono fare lavoro agile (D.Lgs. 9 luglio 2003 n. 216, di attuazione della direttiva 200/78/Ce del Consiglio del 27 novembre 2000 stabilisce il principio del divieto di discriminazione fondato sulla disabilità);

- La previsione di una durata del comporto per la malattia più ampio per i lavoratori fragili e disabili rispetto agli altri lavoratori (Sentenza della Corte di Giustizia 11/07/2006 relativa alla causa C-13/05, Sentenza della Corte di Appello di Napoli 168/2023 e Sentenza della Corte di Cassazione n. 9095/2023);

- di stabilire tutele durature nel tempo per tutti i lavoratori fragili con una Legge definitiva e non a “colpi” di proroghe autorizzate spesso in ritardo rispetto alle scadenze delle precedenti;

- la possibilità di prevedere finestre di pensionamento per i lavoratori fragili in età over 55;

- il riconoscimento dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 per tutti i lavoratori fragili a causa delle limitazioni che il loro stato di salute causa nella propria esistenza, al fine di poter usufruire dei relativi benefici e permessi lavorativi;

- la possibilità di richiedere per sé stessi il congedo straordinario (24 mesi) previsto dall’art. 3, comma 3, della legge 104/1992;

- l’approvazione immediata del disegno di legge n. 679 “Disposizioni per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici pubblici e privati che recano una condizione di fragilità e misure volte a incentivarne il lavoro” in tempi brevi;

- che i vari Ministeri (a titolo esemplificativo: Istruzione, Salute, Lavoro, PA, etc.) emanino circolari per dare disposizioni precise al fine di tutelare i lavoratori e le lavoratrici fragili, compresi coloro che non possono fare lavoro agile (medici, infermieri, insegnanti, personale ATA, forze dell’ordine, etc.) stabilendo le modalità per procedere al cambio qualifica con conseguente concessione del lavoro agile;

- la proroga delle tutele di cui all’articolo 26, commi 2 e 2 bis del Decreto Legge n. 18/2020, convertito con modificazioni con Legge n. 27/2020 e successive modifiche (lavoro agile o qualora non possibile, assenza equiparata a ricovero ospedaliero e non conteggiata nel periodo di comporto) per tutti i lavoratori fragili e inidonei sia del settore pubblico che privato con effetto retroattivo affinché coloro che non hanno potuto aderire al lavoro agile dall’01/07/2022 non vadano incontro al superamento del comporto con riduzione dello stipendio o licenziamento;

- la possibilità di estendere il lavoro agile anche ai caregivers per poter garantire la domiciliarità del loro caro con disabilità.

Il D.Lgs. 9 luglio 2003 n. 216, di attuazione della direttiva 200/78/Ce del Consiglio del 27 novembre 2000 stabilisce il principio del divieto di discriminazione fondato sulla disabilità per quanto concerne l’occupazione, le condizioni di lavoro e la formazione professionale. Da qui l’obbligo di emanare norme per la tutela dei disabili e, nello specifico, dei lavoratori e delle lavoratrici fragili, affinché possano lavorare in situazioni nelle quali non siano discriminati e non mettano ulteriormente a rischio la propria salute.

In conformità a tale principio la giurisprudenza si è pronunciata contro la discriminazione derivante dalla malattia inclusa nel comporto ove le assenze per malattia siano dovute dalle patologie per le quali è stata riconosciuta l’invalidità (Sentenza della Corte di Giustizia 11/07/2006 relativa alla causa C-13/05, Sentenza della Corte di Appello di Napoli 168/2023). Da qui la necessità di una norma che ampli il periodo di comporto per le persone con disabilità e, in particolare, per i lavoratori e le lavoratrici fragili, rendendo contemporaneamente stabile la norma che prevede il lavoro agile per i lavoratori e le lavoratrici fragili (con cambio qualifica per chi ha un profilo professionale che non consente il lavoro agile) in quanto unica tutela effettiva per evitare una discriminazione sul posto di lavoro.

La Legge n. 99/2013 (articolo 9, comma 4-ter) di conversione del D.L. 76/2013 con cui è stato aggiunto il comma 3 bis all’articolo 3 del Decreto Legislativo n. 216/03 stabilisce che "3-bis. Al fine di garantire il rispetto del principio della parità di trattamento delle persone con disabilità, i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad adottare accomodamenti ragionevoli, come definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, nei luoghi di lavoro, per garantire alle persone con disabilità la piena eguaglianza con gli altri lavoratori e lavoratrici. I datori di lavoro pubblici devono provvedere all'attuazione del presente comma senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente".

Tale principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 9095/2023 in quanto ha affermato che la contrattazione collettiva opera una sostanziale discriminazione indiretta in quanto non prevede che per i lavoratori disabili, più soggetti per il loro particolare “status” ad eventi morbosi correlati alla patologia dell’invalidità, il periodo di comporto sia diverso (e più lungo) rispetto a quello degli altri dipendenti: di conseguenza, ciò va ad interferire con le norme relative alla discriminazione indiretta.

Ci teniamo a sottolineare che con il Covid è emersa ancor di più la “fragilità” dei lavoratori e delle lavoratrici fragili, ma che essi sono esistiti da sempre. Da qui l’importanza di tutelare chi è a rischio (per le patologie di cui soffre o per immunodepressione) nel caso dovesse contrarre infezioni, siano esse dovute o meno dal Covid (che comunque ancora purtroppo circolerà per molto tempo) o da altri virus o batteri. Così come vengono abbattute le barriere architettoniche per i lavoratori e le lavoratrici che hanno problemi deambulatori, nello stesso modo lo Stato ha il dovere di stabilire delle regole ben precise e durature per abbattere le “barriere architettoniche” per i lavoratori e le lavoratrici fragili, usando mezzi (quali il lavoro agile in primis, distanziamento, etc.) che consentano a essi di poter lavorate in ambienti protetti dal rischio di contrarre virus e batteri che metterebbero a repentaglio la loro vita.

Si evidenzia anche che il lavoro agile non costituisce una spesa per il datore di lavoro (pubblico e privato), bensì un risparmio poiché le spese necessarie di energia elettrica, buono pasto e altro sono a carico del lavoratore. Inoltre il lavoro agile costituisce una delle soluzioni cui sta pensando il Governo per una riduzione degli spostamenti con conseguente riduzione delle emissioni come risulta nella “Proposta di aggiornamento del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima” (Pniec).

Chiediamo, altresì, di essere ricevuti al più presto dai Ministeri competenti per fare ascoltare la nostra voce e le nostre esigenze e la costituzione di un tavolo tecnico con rappresentanti dei lavoratori fragili e rappresentanti dei sindacati al fine di stabilire tutele durature nel tempo per tutti i lavoratori fragili.

A tutti i sindacati chiediamo di sollecitare il Governo per la proroga del lavoro agile per i lavoratori fragili e di inserire le tutele per i lavoratori fragili a livello contrattuale nazionale e decentrato prevedendo la priorità per l’accesso al lavoro agile per tutti i lavoratori fragili e una durata del comporto della malattia maggiore sia per i lavoratori fragili che per i disabili.

Restiamo in attesa di un solerte riscontro e rimaniamo a vostra disposizione per fornirvi ulteriori informazioni. Con l’occasione, porgiamo cordiali saluti

Gli Amministratori del Gruppo

Silvano Antori, Daniela Briuglia, Rosanna Favulli”

Per info e contatti:

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