miosite da corpi inclusi: denunciata la carenza di immunoglobuline

L'atto ispettivo presentato dal Senatore De Priamo con particolare riferimento alla miosite da corpi inclusi, patologia rara autoimmune degenerativa

La carenza di immunoglobulina umana è un farmaco salvavita per pazienti affetti da diverse patologie, tra le quali le immunodeficienze primitive e la miosite da corpi inclusi.
Quest’ultima è una malattia autoimmune rarissima degenerativa, che determina una compromissione progressiva della muscolatura scheletrica ed è gravemente invalidante. L’unico trattamento possibile per questi pazienti è rappresentato dalla somministrazione di immunoglobuline, che dovrebbe avvenire con cicli mensili ma che, a causa della carenza ormai cronica del farmaco plasmaderivato, non è garantito.

Per questo motivo il Sen. De Priamo ha presentato la scorsa settimana un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, indirizzata al Ministero della Salute attraverso la quale si chiede di conoscere quali iniziative e strategie il Ministro abbia assunto o intenda assumere, anche nei confronti delle Regioni, in ordine alla grave carenza di immunoglobulina umana ed al fine di rispondere alla crescente domanda e di assicurare adeguate cure ai pazienti, scongiurando i ritardi nei cicli di cura, attese le conseguenze e gli effetti collaterali che possono derivarne.

L’interrogazione richiama un documento redatto da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) e dal centro nazionale sangue (CNS) nel 2022, il quale evidenzia l’incremento progressivo dell’utilizzo delle immunoglobuline e il conseguente sbilanciamento tra disponibilità e domanda. Il documento analizza un quadro tendenzialmente critico fin dal 2004, ulteriormente esacerbato dalla pandemia di Covid-19. La continua approvazione di nuove indicazioni d’uso delle immunoglobuline e il sempre più esteso utilizzo al di fuori delle indicazioni scientifiche richieste e previste (off label), la non prevedibilità della durata dei trattamenti (specie relativi alle malattie neurologiche), la crisi della donazione di sangue, la non autosufficienza dell’Italia sono tutti i fattori che hanno determinato questa drammatica situazione.

Il documento di indirizzo di AIFA e CNS in ordine all'utilizzo di farmaci di questo tipo in condizione di carenza sottolineava già la necessità, per le singole realtà regionali, di dotarsi di piani di gestione dell'insufficienza, in grado di prevedere sia forme di controllo locale delle prescrizioni di immunoglobuline sia un'attività di monitoraggio in tempo reale, al fine di allocare al meglio le risorse terapeutiche disponibili.

Qui è disponibile il documento integrale AIFA. 

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