Un'interrogazione al Senato, firmata da dieci parlamentari del Partito Democratico, chiede al Governo di accertare i fatti e di intervenire per tutelare la mobilità sanitaria delle famiglie coinvolte
Bambino Gesù di Roma, Policlinico Gemelli, ospedale Niguarda di Milano, Humanitas e gruppo INI: dal 5 giugno le famiglie di pazienti pediatrici con tumori rari o altre patologie gravi che si spostano verso questi centri di eccellenza per le cure avrebbero perso gli sconti sui biglietti aerei ITA Airways riservati a chi viaggia per motivi di salute.
Le spese di viaggio e soggiorno legate ai percorsi di cura rappresentano una voce rilevante tra i costi indiretti sostenuti dalle famiglie di chi convive con una malattia oncologica e/o rara. Le convenzioni con le compagnie aeree, per quanto non risolutive, incidono su una delle componenti più immediate di questa spesa.
Le tariffe agevolate, previste da convenzioni sottoscritte negli anni scorsi dalla compagnia con le singole strutture, permettevano di contenere i costi degli spostamenti, spesso necessari più volte al mese per chi segue percorsi terapeutici continuativi. Dal 30 giugno la sospensione riguarderebbe anche l'ospedale San Donato. La vicenda è oggetto di un'interrogazione a risposta scritta presentata la scorsa settimana al Senato dalla senatrice Tatjana Rojc, con la sottoscrizione di altri nove colleghi del Partito Democratico, indirizzata ai ministri della Salute e delle Infrastrutture e dei Trasporti.
LE CONVENZIONI SOSPESE SENZA PREAVVISO
Secondo quanto si legge nell'interrogazione, ogni anno numerose famiglie italiane sono costrette a spostarsi dalla propria regione per raggiungere strutture sanitarie altamente specializzate, non disponibili nei territori di provenienza. Tra queste vi sono molti nuclei con figli affetti da patologie oncologiche rare o da altre malattie gravi, che richiedono percorsi terapeutici complessi presso pochi centri di riferimento nazionali. La frequenza delle cure comporta trasferimenti ripetuti, con un aggravio economico, organizzativo e psicologico per le famiglie.
Negli anni scorsi ITA Airways aveva sottoscritto convenzioni specifiche con alcuni di questi istituti, che permettevano a pazienti e accompagnatori di acquistare biglietti a tariffe scontate. Secondo le segnalazioni raccolte dai firmatari dell'interrogazione, gli accordi sarebbero stati sospesi unilateralmente dalla compagnia a partire dal 5 giugno per Bambino Gesù di Roma, Policlinico Gemelli, ospedale Niguarda di Milano, Humanitas e gruppo INI, e dal 30 giugno anche per il San Donato. La sospensione sarebbe stata comunicata agli operatori del servizio clienti della compagnia, mentre le pagine pubbliche di alcuni ospedali continuerebbero a riportare le convenzioni come attive.
IL BAMBINO GESÙ AVREBBE SAPUTO DAGLI UTENTI
Nell'atto si segnala che ITA non avrebbe dato comunicazione della sospensione alle strutture sanitarie coinvolte. Il Bambino Gesù, in particolare, ne sarebbe venuto a conoscenza attraverso le segnalazioni degli utenti, e solo in un secondo momento l'ospedale avrebbe verificato con la compagnia che la sospensione era divenuta effettiva dal 5 giugno. Per i firmatari, una decisione di questo tipo determinerebbe un aggravio economico immediato a carico di famiglie che non viaggiano per scelta, ma per consentire ai propri figli di accedere a cure salvavita o comunque indispensabili.
LE RICHIESTE AL GOVERNO
L'interrogazione chiede ai ministri della Salute e delle Infrastrutture e dei Trasporti se siano a conoscenza dei fatti esposti e se la sospensione delle convenzioni corrisponda al vero. I firmatari domandano inoltre quali iniziative i due dicasteri intendano assumere per salvaguardare il diritto alla mobilità sanitaria di pazienti e famiglie, e se il Governo intenda attivarsi affinché le convenzioni con i centri citati vengano prorogate, mantenendo tariffe agevolate per le famiglie i cui figli devono raggiungere periodicamente Roma e gli altri istituti per le cure.
Trattandosi di un'interrogazione a risposta scritta, non sono previsti tempi stretti per la replica dei ministri competenti. Al momento non risulta una risposta ufficiale.










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