Onorevole Roberto Novelli

Chiesto al Governo di intervenire su più fronti per agevolare il lavoro delle commissioni mediche preposte all'accertamento dell'invalidità civile

Lo scorso 5 agosto, l’Onorevole Roberto Novelli (FI) ha presentato alla Camera dei Deputati, in XII Commissione Affari sociali, una risoluzione sulle persone affette da malattie rare e sul riconoscimento dell’invalidità civile e dell’esenzione sanitaria. Il testo della risoluzione parte da una premessa, spiegando quando una malattia venga definita rara e quale sia il quadro legislativo in vigore sull’accertamento dell’handicap (legge 104/1992) e sull’invalidità civile.

Riguardo a quest’ultima, si legge che “l'invalidità civile viene assegnata su base percentuale, da cui dipendono le esclusioni dalla partecipazione alla spesa sanitaria e altri diritti; il decreto ministeriale del Ministero della sanità del 5 febbraio 1992 contiene la tabella con le percentuali d'invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti, precisando che molte infermità – tra cui le malattie rare – non sono tabellate ma è possibile valutarne il danno con criterio analogico rispetto a quelle presenti nell'elenco”. La tabella sulle percentuali d’invalidità è quindi ferma al 1992 e vi è la necessità di aggiornarla al più presto, come già denunciato dallo Sportello Legale OMaR, anche perché le tabelle in questione si limitano ad esplicitare i criteri per la valutazione dei deficit funzionali di sole 7 malattie rare. Tutte le altre dovrebbero essere considerate ‘per analogia’, cosa non facile se si considera che la maggior parte di queste patologie sono ben note solo a pochi esperti.

La normativa sulle esenzioni sanitarie

Nella risoluzione presentata dall’On. Novelli si legge, inoltre, che “il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 2 agosto 2007 individua le patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante” e che “il decreto ministeriale n. 279 del 18 maggio 2001 disciplina le modalità di esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie correlate a malattie rare, istituendo la rete nazionale per la prevenzione, la sorveglianza la diagnosi e la terapia delle malattie rare e il Registro nazionale delle malattie rare”. In quest’ultimo decreto, il Ministero della salute ha riconosciuto alle persone affette da malattie rare invalidanti il diritto all'esenzione dal ticket a condizione che la patologia sia inserita nell'elenco ministeriale. Per quanto concerne la normativa sul punto, “l'articolo 29-ter del decreto-legge n. 76 del 2020, convertito dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, prevede che le commissioni mediche pubbliche preposte all'accertamento delle minorazioni civili e dell'handicap sono autorizzate a redigere verbali sia di prima istanza che di revisione anche solo sugli atti, in tutti i casi in cui sia presente una documentazione sanitaria che consenta una valutazione obiettiva”.

L’impegno chiesto al Governo

È proprio su quest’ultimo punto contenuto nell’articolo 29 ter, e quindi sul ruolo, il funzionamento e gli strumenti delle commissioni mediche pubbliche, che l’On Novelli chiede al Governo una serie di impegni. In primo luogo, naturalmente, chiede che questo articolo venga correttamente attuato definendo tutti gli strumenti necessari, ma non solo.

Viene chiesto anche un impegno da parte del Governo:
- ad adoperarsi affinché sia data piena applicazione alle Linee guida dell'Inps per la revisione degli stati invalidanti, al fine di non sottoporre le persone affette da malattie croniche, reumatologiche, immunologiche e rare a visite ripetute nel tempo prive di utilità;
- ad adottare iniziative volte ad istituire un percorso semplificato, tramite l'adozione del certificato specialistico reumatologico, immunologico o neurologico all'atto della domanda, rilasciato da strutture pubbliche o private accreditate al fine di non costringere le persone affette da malattie rare ad accertamenti diretti da parte delle commissioni mediche;
- ad individuare gli strumenti più idonei affinché sia data piena applicazione alle disposizioni contenute nella legge 5 febbraio 1992, n. 104, relative alla revisione dello stato di disabilità in concomitanza del compimento dei 18 anni, escludendo l'obbligo della visita di accertamento;
- ad adeguare le tabelle di valutazione di invalidità civile, ferme al febbraio 1992;
- ad adottare iniziative volte a rivedere i procedimenti previdenziali per garantire un’omogenea applicazione delle procedure modificate per la valutazione dello stato di invalidità sull'intero territorio nazionale;
- ad adottare iniziative per rivedere ed aggiornare le disposizioni concernenti l'indennità di accompagnamento, al fine di renderle adeguate alla domanda degli aventi diritto, anche e non solo dal punto di vista economico;
- ad adottare iniziative per rendere gratuito il rilascio del certificato medico introduttivo, attestante le infermità invalidanti anche da parte del medico di medicina generale.

L’augurio è che il Governo agisca rapidamente per rispondere all’impegno chiesto, soprattutto con l’aggiornamento delle normative più vetuste.

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