Dal Manifesto del 2024 a struttura permanente: l'obiettivo è una proposta di legge di iniziativa popolare
Il 97% dei festival musicali italiani non dispone di strumenti per segnalare barriere o criticità, il 71% non mette a disposizione contatti dedicati alle persone con disabilità e oltre la metà non fornisce informazioni adeguate sull'accessibilità: sono i numeri rilevati dall'indagine "Non c'è, non si trova, non esiste" di Caratteri Cubitali, osservatorio sull'accessibilità dei contenuti culturali, condotta su 100 festival italiani analizzando gli eventi del 2025. È in questo contesto che lo scorso 10 giugno 2026, presso BASE Milano, è stata presentata ufficialmente l'Associazione Live for All, nata per trasformare una mobilitazione civica in un interlocutore stabile per il mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport.
DALLE BARRIERE DIGITALI AL "PARADOSSO DEL LAST MINUTE"
I dati di Caratteri Cubitali, alleata di Live for All sin dai primi passi, restituiscono un quadro in cui l'inaccessibilità comincia molto prima dell'ingresso a un evento. Il 65% dei festival non fornisce un numero telefonico di riferimento, l'89% non segnala la presenza di servizi igienici accessibili, il 75% non offre strumenti per orientarsi negli spazi. Solo il 5% rende le informazioni sull'accessibilità immediatamente reperibili dalla homepage. "L'accessibilità inizia online, o non è accessibilità", ha dichiarato alla conferenza Simone Riflesso, membro di Caratteri Cubitali e del comitato Live for All. Il risultato, ha spiegato, è un "paradosso del last minute": le persone che avrebbero maggiore necessità di pianificare in anticipo sono spesso costrette a cercare informazioni frammentarie o pubblicate troppo tardi.
DALLA PETIZIONE ALLA PROPOSTA DI LEGGE
Live for All nasce nel 2024 come Comitato per i Concerti Inclusivi, con la presentazione a Milano del primo Manifesto per eventi dal vivo accessibili. In due anni ha raccolto il sostegno di cittadini, associazioni, operatori culturali e artisti, e ha contribuito, insieme ad Al Di Qua Artists, al dibattito parlamentare sull'accessibilità degli eventi. Nel 2025, con la proposta di legge ferma da mesi in commissione parlamentare, OMaR aveva già documentato le lacune del sistema: gli emendamenti elaborati dal Comitato sono stati bocciati in Commissione Cultura alla Camera, ha spiegato alla conferenza Lisa Noja, avvocata e consigliera regionale della Lombardia, affetta da atrofia muscolare spinale. "I diritti non possono dipendere dalla sensibilità dei singoli, ma devono essere garantiti da regole che vincolino tutti", ha dichiarato. La costituzione in associazione segna il passaggio a una fase operativa: tra le prime iniziative previste, il lancio di una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare, perché "la vita delle persone si consuma oggi, in questo momento", come ha detto Noja.
LA NASCITA DELL'ASSOCIAZIONE
"Live for All è partita come movimento dal basso, in una forma libera e partecipata", ha spiegato Marina Cuollo, scrittrice e membro del comitato, annunciando la costituzione formale. "È fondamentale cominciare a prendere parola con più forza e più stabilità, per poter dialogare in maniera diretta con tutte le realtà che desiderano fare un cambiamento reale". L'associazione è aperta a persone fisiche, enti e organizzazioni: per tutto il 2026 l'adesione è gratuita; a partire da gennaio 2027 verrà introdotta una quota contenuta per coprire le spese vive e sostenere le attività. Chi volesse aderire può scrivere a
I CINQUE PRINCIPI DELLA PROPOSTA NORMATIVA
La proposta che Live for All intende portare avanti si articola in cinque punti. Il primo riguarda il diritto di prenotare e acquistare i biglietti attraverso gli stessi canali previsti per tutti gli altri spettatori, superando procedure separate. Il secondo punta a garantire un numero adeguato di posti accessibili, proporzionato alla capienza delle strutture. Il terzo introduce criteri di qualità dell'esperienza: postazioni con piena visibilità, servizi adeguati alle diverse esigenze, comprese quelle delle persone con disabilità sensoriali. Il quarto mira a superare la logica delle aree segregate, consentendo di partecipare insieme ad amici e familiari in diversi settori degli impianti. Il quinto prevede nuovi parametri progettuali per strutture di nuova costruzione e interventi di riqualificazione, con accessibilità universale come criterio strutturale e non come adeguamento successivo.
IL PROSSIMO APPUNTAMENTO
In autunno Live for All organizzerà gli Stati Generali dell'accessibilità degli eventi dal vivo, una giornata nazionale di confronto aperta a istituzioni, organizzatori, promoter, operatori culturali e sportivi, scuole e piattaforme di ticketing. L'obiettivo, ha spiegato Giorgia Meneghesso nel suo intervento, è arrivare a standard vincolanti e direttive strategiche: “Siamo oltre allo stadio della sensibilizzazione. Dobbiamo arrivare a un dialogo che tratti della partecipazione equa delle persone con disabilità agli eventi culturali e sportivi”.
Tra i soci fondatori figurano Ariam Tesfazghi Asfaha, Chiara Bersani, Valeria Carletti, Diego Corrado, Marina Cuollo, Federica D'Alessandro, Flavia Dalila D'Amico, Riccardo Di Lella, Erica Ercole, Marilena Lafornara, Haydeé Longo, Alessandro Marziano, Giorgia Meneghesso, Erica Isa Mosca, Lisa Noja, Simone Riflesso, Sofia Righetti Nottegar, Arianna Talamona, Valentina Tomirotti, Serena Tummino e Sonia Veres.
Tra le associazioni sostenitrici figurano AccessiWay, AGIS Lombardia, AISM, Al Di Qua Artists, Associazione Fedora, Associazione Luca Coscioni, Caratteri Cubitali, Collettivo La Cantautrice, Equaly, Famiglie SMA, Fiadda, Fondazione Arturo Toscanini, Fondazione Diversity, Invisible, KeepOn Live, Leda, Movimento Antiabilista, Nessuno Escluso, Osservatorio Malattie Rare, Soundset Turin e UILDM.










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