Progetto Sobi “Di che sangue sei?”

La campagna ha come obiettivo quello di promuovere e sviluppare la consapevolezza della diversità e del coinvolgimento come esperienza da vivere e da condividere

Otto podcast interpretati da comici stand upper, tutti legati dallo stesso slogan e filo conduttore: “Di che sangue sei? Tutti i modi di dire sangue”. Si tratta del progetto “Blood Inclusivity” voluto da Sobi, con l’obiettivo di sottolineare il concetto di inclusione nell’ambito delle malattie ematologiche, anche rare, ponendo il paziente al centro di questo universo. Perché ogni tipo di sangue, a prescindere dalle caratteristiche, ha diritto di godere della stessa qualità di vita.

Questa campagna di informazione - una brand property di Sobi - ha ricevuto il patrocinio delle associazioni dei pazienti La lampada di Aladino ETS, l’Associazione Italiana Porpora Immune Trombocitopenica (Aupit), la Federazione delle Associazioni emofilici, FedEmo (che fa parte di Alleanza Malattie Rare) e Uniamo, Federazione italiana malattie rare e sarà articolato in due fasi: la prima, con la pubblicazione del nuovo sito dedicato e la realizzazione di 8 podcast. Con cadenza settimanale, racconteranno il quotidiano di 8 diversi standupper, ognuno con la propria esperienza e la propria unicità. Ma soprattutto con un rapporto di interazione diretta con il pubblico che in questo modo diventa protagonista della storia. L’obiettivo è alleggerire e, in alcuni casi, sdrammatizzare il vissuto legato al sangue che ognuno di noi porta con sè, spesso con un’accezione negativa o dolorosa, riportando questo elemento al  suo reale senso di componente vitale.

La seconda parte del progetto vedrà, invece, le storie animarsi in performance allestite in alcuni teatri del nostro Paese: si potrà assistere a divertenti monologhi e a un talk show con esperti scientifici, rappresentanti delle associazioni pazienti, istituzioni locali, con focus sui bisogni, sulle aspettative e su quanto si è fatto e c’è ancora da fare per una piena ”Blood Inclusivity”.

“Questo è il nostro progetto Blood Inclusivity che abbiamo voluto realizzare per promuovere e diffondere una filosofia inclusiva attraverso un tema fortemente simbolico e universale comeil sangue – spiega Annalisa Adani, Vice President e General Manager Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro -.  Sobi, offre un accesso sostenibile a terapie con meccanismi d’azione innovativi per migliorare la vita di chi affronta patologie complesse e ha ancora grandi bisogni insoddisfatti. Siamo, infatti, convinti che, a prescindere da quali siano le difficoltà legate ad alcune condizioni di salute, dobbiamo assicurare la migliore qualità di vita possibile. Sono molte le azioni che come Sobi abbiamo già compiuto in questa direzione: Bloody Inclusivity rappresenta un altro passo avanti nella costruzione di una cultura che accoglie le diversità e aiuta a trasformare in ricchezza quello che in un primo momento può far paura o far sentire fragili”.

Otto podcast. Otto modi diversi di intendere e declinare una sola parola legata allo stesso concetto perché, non è scontato, ogni sangue ha diritto alla stessa qualità di vita.

Si parte con la prima puntata ”Sangue del mio sangue” dedicata a tutti i figli e genitori che convivono con una patologia ematologica, per mettere in luce come oggi - grazie alle nuove terapie – sia possibile condurre una vita più libera e piena, anche di buonumore. ​ Si prosegue con la stundupper Triana Cattin in una storia pensata per trattare il trauma di chi riceve una diagnosi di una patologia cronica, ma anche di chi non è disposto ad abbandonare le proprie passioni. Impareremo poi a trovare l’equilibrio tra la tentazione di proteggere chi amiamo senza impedirgli di spiccare il volo, e a vivere l’intimità con naturalezza e serenità, pur convivendo con una malattia rara. La rassegna si chiude con un episodio volto a sdrammatizzare, dove possibile, la patologia imparando ad apprezzare il valore di piccole grandi cose, come una risata o una terapia ad hoc, che possono davvero fare una grande differenza.

Il progetto nasce dall’idea creativa di Eversana Intouch: “Il sangue unisce tutti gli esseri umani, senza alcuna distinzione. Il sangue è il simbolo pulsante dell’inclusione, che è scritta nella nostra biologia. Da questa osservazione siamo partiti per costruire la strategia creativa e il progetto Blood Inclusivity”, parola di Paolo Guglielmoni, Executive Creative Director di Eversana Intouch.

Nella seconda fase, nell’ autunno 2024, il progetto si trasformerà in un vero e proprio roadshow: saranno allestite performance teatrali in alcune città del Nord, del Centro e del Sud del nostro Paese.

Tutti i podcast saranno disponibili sul nuovo sito dedicato al progetto, sui canali social e su altre piattaforme di distribuzione: Castbox, Spotify, Apple podcast, Google Podcasts, Spreaker e Deezer.

 

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