proroga smart working fragili al 30 giugno 2023

La misura non tutela più le persone con disabilità titolari di Legge 104 ma solo una serie di specifiche condizioni cliniche

L’accesso prioritario allo smart working per lavoratori fragili e genitori con figli minori di 14 anni è stato ufficialmente prorogato fino al 30 giugno 2023. Lo ha decretato la Legge di conversione del cosiddetto Decreto Milleproroghe, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 febbraio e in vigore dal 28 febbraio 2023. A questo link il testo completo del provvedimento.

Ricordiamo che la norma non tutela più la generica categoria delle persone con disabilità, titolari di Legge 104 o di invalidità civile al 100%, ma solo le persone affette da una serie di patologie e di condizioni croniche, esplicitate dal Ministero della Salute.

CHI SONO I LAVORATORI FRAGILI

La definizione della categoria di “lavoratori fragili” è stata affidata a un Decreto del Ministero della Salute del 4 febbraio del 2022, contenente la lista delle patologie e delle condizioni croniche che, di fatto, danno diritto allo smart working.

In sintesi la lista si restringe a:

  • pazienti con situazioni di grave compromissione del sistema immunitario (trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva; trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica); attesa di trapianto d’organo; terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CART); patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure;  immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.); immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.); dialisi e insufficienza renale cronica grave; pregressa splenectomia;  sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico);
  • pazienti con almeno 3 o più delle seguenti patologie gravi concomitanti: cardiopatia ischemica; fibrillazione atriale; scompenso cardiaco; ictus; diabete mellito; bronco-pneumopatia ostruttiva cronica; epatite cronica; obesità;
  • persone in possesso di documentata esenzione alla vaccinazione per motivi sanitari ed età >60 anni;
  • persone in possesso di documentata esenzione alla vaccinazione per motivi sanitari affette da una delle condizioni elencate all’Allegato 2 della Circolare della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute n. 45886 dell’8 ottobre 2021. Le condizioni sono sostanzialmente: la disabilità grave (Legge 104, articolo 3 comma 3) e tutte quelle patologie per cui è stata prevista la priorità vaccinale sulla terza dose, tra cui fibrosi cistica, fibrosi polmonare idiopatica, miastenia gravis, distrofia muscolare.

COSA CAMBIA NEL SETTORE PRIVATO

Come anticipato, nel privato sono invece due le categorie aventi diritto allo smart working: lavoratori fragili e genitori di under 14. La quantità effettiva di giorni in cui sarà possibile svolgere la prestazione lavorativa da remoto non equivale al 100%, ma sarà la contrattazione collettiva a stabilirlo e, qualora non esistesse, un accordo apposito con l’azienda o con il datore di lavoro.

COSA CAMBIA NEL COMPARTO PUBBLICO

Nella pubblica amministrazione viene prorogato quanto già deciso nella Legge di bilancio 2023: lo smart working sarà rivolto solo ai lavoratori fragili e non ai genitori di figli con meno di 14 anni.

PERCHÈ ABBIAMO ATTESO COSÌ TANTO QUESTA PROROGA

La Legge di Bilancio 2023 in un primo momento aveva confermato una proroga per il primo trimestre dell’anno, quindi fino al 31 marzo, ma solo per i lavoratori fragili. Successivamente però, durante la seduta del Senato del 26 gennaio scorso, la Ministra del Lavoro Marina Calderone si era impegnata a far prorogare la misura in scadenza, con la criticità però di dover trovare i fondi necessari alla proroga. La copertura finanziaria (16 milioni di euro) è stata alla fine trovata e ha permesso l’approvazione all’unanimità della Commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato di un emendamento entrato in vigore con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe 2023 (Articolo 9, commi 4-ter, 4-quater e 5-ter).

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