Make to Care 2020

CapisciAMe e Sedia Intelligente conquistano il podio della quinta edizione del contest promosso da Sanofi

Milano – Sono stati proclamati i due vincitori di Make to Care, il contest di Sanofi che da cinque anni incoraggia, premia e supporta soluzioni innovative che sfidano la disabilità. Sono CapisciAMe del giovane ingegnere messinese Davide Mulfari, neo-dottorato presso l’Università di Pisa, e Sedia Intelligente, progettata da Dario Dongo, avvocato e giornalista genovese, presidente di Égalité Onlus.

CapisciAMe è una app che aiuta le persone con disartria, un disturbo del linguaggio spesso associato a tetraparesi e altre tipologie di disturbi degenerativi, a interagire con i virtual assistant e i sistemi di riconoscimento vocale, così importanti e utili per chi ha disturbi del linguaggio e disabilità motorie. Disponibile gratuitamente su Google Play store, ha l’obiettivo di raccogliere le voci di persone con disartria e altre forme di disabilità del linguaggio per “allenare” i virtual assistant a riconoscere il loro parlato.

Leggera e gestibile con una sola mano, confortevole e ammortizzata, Sedia Intelligente è molto più di una classica sedia a rotelle: con semplici manovre si trasforma in un ‘triciclo elettrico’ per muoversi agilmente in spazi chiusi o aperti, senza bisogno di ricorrere ad auto e mezzi pubblici per ogni spostamento. Ideata e sviluppata da un gruppo di amici con varie forme di disabilità motoria e realizzata da esperti di bici elettriche e motocicli, ha una seduta regolabile in altezza che favorisce l’interazione con chi è in piedi, facilitando di fatto le operazioni quotidiane. Sarà prodotta in Italia e si prefigge di essere accessibile anche nel prezzo.

La giuria presieduta da Francesca Pasinelli, Direttore Generale di Fondazione Telethon, ha selezionato i due vincitori tra gli 8 progetti finalisti che, per la prima volta, sono stati scelti tramite una votazione online aperta a tutti: circa 23.000 i voti raccolti complessivamente da tutti i progetti in appena una settimana.

I due vincitori si aggiudicano un’esperienza formativa nella ‘startup Nation’ per eccellenza, Israele: un programma denso di incontri organizzati dall’Ambasciata di Israele a Roma (che ha dato il patrocino al Contest) finalizzati ad acquisire conoscenze e contatti utili per l’ulteriore sviluppo dei progetti. Con lo stesso obiettivo potranno contare sul supporto e la consulenza dei partner di Make to Care che metteranno a disposizione loro (e degli altri sei finalisti) le loro diverse competenze.

Durante la premiazione, sono state anche assegnate tre menzioni speciali a progetti che non sono rientrati tra i finalisti ma si occupano di tematiche importanti e spesso trascurate. Si tratta di: ROBO&BOBO dell’Associazione DEAR Onlus, che ha portato nuove forme di didattica, focalizzate sulle discipline creative e le nuove tecnologie, ai giovani pazienti piemontesi in cura oncologica; Musica Senza Confini iniziativa ideata da Manuele Maestri, che ha reso la musica uno strumento di condivisione e inclusione, permettendo a tutti – anche a chi ha grave disabilità motoria – di comporre musica e imparare a suonare uno strumento; LoveWear di Witsense, già finalista Make to Care in una delle precedenti edizioni, che ha esplorato un tema spesso negletto e ignorato, quello della sessualità delle persone con disabilità.

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