E' online il nuovo sito, con informazioni dettagliate e facili da consultare.
Censito il 96% della popolazione veneta: nei maschi prevale il carcinoma prostatico (21%), nelle donne il tumore al seno (31%)

Ci sono voluti più di quarant’anni, dall’inizio della battaglia intrapresa in tanti istituiti di ricerca contro il cancro, perché il mondo medico iniziasse a dare peso agli studi epidemiologici. In Italia, i primi Registri Tumori sono stati istituiti tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni ’80 (fonte: AIRTUM), e il ruolo di tali strumenti scientifici, oggi, si è fatto ancora più importante. A testimonianza di ciò c’è il fatto che da pochi giorni è online il nuovo sito web istituzionale del Registro Tumori del Veneto (RTV), in grado di rendere disponibile al mondo scientifico, ai decisori sanitari, alle autorità regolatorie e, ultima ma non meno importante, alla cittadinanza, il patrimonio di informazioni raccolte in anni di studio.

Il compito dei Registri Tumori è realizzare una panoramica della situazione a livello demografico, riportando l’incidenza delle varie patologie e i tassi di sopravvivenza nel tempo, correlandoli ai fattori di rischio e permettendo un’ottimizzazione della spesa sanitaria. Infatti, nel sito del Registro Tumori Veneto sono raccolti e pubblicati i dati epidemiologici dei tumori della popolazione residente nel Veneto con dettagli che riguardano, oltre al tipo di tumore, l’età, la residenza e il sesso degli ammalati. Il Registro Tumori Veneto, guidato dal prof. Massimo Rugge, dell’Università di Padova, è divenuto negli anni il primo registro nazionale, giungendo a censire il 96% della popolazione e classificandosi al primo posto tra i 5 registri regionali. Il sito del Registro Tumori Veneto presenta i dati dell’intero periodo di registrazione ricorrendo ai principali indicatori epidemiologici tra cui incidenza, prevalenza, sopravvivenza e andamento temporale, e adopera una struttura nuova e dinamica che consente all’utente di acquisire in maniera intuitiva e immediata le informazioni di suo interesse.

"Sono soddisfatto del risultato raggiunto", ha commentato il prof. Rugge, Direttore Scientifico del Registro Tumori, ringraziando tutti coloro che si sono impegnati per cogliere questo obiettivo. "Il web è un canale di trasmissione che raggiunge cittadini e professionisti: abbiamo cercato di realizzare un sito aderente alle attese degli uni e degli altri. Il sito web è stato curato nei contenuti e nella forma, così come meritano i cittadini veneti e italiani. La Regione investe nel Sistema Epidemiologico Regionale e nel Registro Tumori risorse pubbliche che devono produrre risultati coerenti con le nostre attese". Nel 2015, la copertura totale della popolazione veneta era del 53% ma, grazie al duro lavoro di Rugge e dei suoi collaboratori, il valore è cresciuto nel giro di pochi anni giungendo al 96% nel 2017.  "Il Registro – prosegue Rugge – ha risposto in modo efficiente e la copertura di popolazione raggiunta lo qualifica come il più grande registro regionale Italiano. Il nuovo sito web è l’ultimo passo per dimostrarne l'efficienza: esso estende ai cittadini e ai tecnici informazioni di cui molti sono curiosi e altrettanti scientificamente interessati”. Rispetto ai Registri Tumori Regionali, quello del Veneto è il primo, con una copertura di 4.700.000 persone, seguito dal Friuli Venezia Giulia (1.219.000), dall’Umbria (890.000), dalla Basilicata (580.000) e dalla Valle d’Aosta (131.000). Tra il 2015 e il 2017, la popolazione veneta censita è passata da 3.570.000 a 4.700.000, con una crescita del 23% nel solo periodo marzo-novembre 2017.

“In una Regione dove per scelta non esiste un tetto alla spesa oncologica, e lo dico con orgoglio – sottolinea l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto, Luca Coletto – non poteva mancare, tra le varie eccellenze in oncologia, come lo IOV e la Rete Oncologica Veneta, un Registro Tumori efficiente, capace di essere supporto scientifico fondamentale per la clinica, per la cura, per le situazioni impreviste come fu nel caso dei PFAS (composti perfluoro-alchilici), quando proprio uno studio del Registro permise di smentire i ‘professionisti del fake’ escludendo una maggiore incidenza dei tumori nell’area inquinata”. Riguardo all’incidenza delle singole neoplasie, lo studio del Registro Tumori del Veneto indica, nei maschi, la prevalenza del tumore alla prostata (21%) seguito dal colon-retto (13%), dal polmone (12%) e dalla vescica (10%). Nelle donne, invece, a prevalere di gran lunga è il tumore al seno con un’incidenza del 31%, seguito dal colon-retto (11%).

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