Il prof. Lenzi (a destra) insieme al Ministro della Salute LorenzinIl prof. Andrea Lenzi, presidente SIE, al termine del congresso nazionale traccia un bilancio della società scientifica, giovane e in crescita: il 40% dei suoi quasi 1.300 soci ha meno di 35 anni

ROMA – Terza al mondo, dopo Stati Uniti e Gran Bretagna: l'endocrinologia italiana rappresenta un'eccellenza, come conferma la classifica stilata dallo SCImago Journal & Country Rank, un indicatore che misura il grado di influenza delle riviste accademiche. La ricerca italiana, dal 1996 al 2016, ha meritato questa postazione per la produttività degli studi scientifici pubblicati, inclusi quelli sul diabete e le malattie del metabolismo: un motivo d'orgoglio per il prof. Andrea Lenzi, presidente della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), il cui 39º congresso nazionale si è tenuto a Roma dal 21 al 24 giugno scorsi.

“È stato un congresso particolare, direi quasi di rifondazione all'interno della società”, spiega Lenzi. “L'endocrinologia è la branca della medicina più all'avanguardia in Italia: possiamo contare su una ricerca solidissima e su un'ottima formazione, rappresentata dai corsi di dottorato di ricerca e di specializzazione. La SIE rappresenta una specialità che è un po' un territorio di confine, caratterizzata da una continua collaborazione e interazione con ginecologi, ortopedici, pediatri, geriatri e internisti”.

Da queste premesse è nato l'Endo-Libro 2017, il libro bianco dell'endocrinologia italiana, che riassume lo stato dell'arte della disciplina e la proietta nel futuro. Uno strumento utilissimo per i 1.288 soci della SIE, quasi 400 in più negli ultimi due anni e molto giovani: il 40% ha meno di 35 anni. Una specialità molto attiva e sempre più internazionale, con la recente elezione di un italiano, il prof. Andrea Giustina, a capo della European Society of Endocrinology (ESE). Lo confermano anche i numeri del congresso: 520 gli abstract presentati, 300 le presentazioni orali. Nutrito anche il parterre degli ospiti, dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin a quello dell'Istruzione Valeria Fedeli, al presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi.

Proprio con quest'ultimo, il prof. Lenzi ha firmato un accordo di collaborazione. “Abbiamo messo a disposizione dell'ISS tutti i nostri registri di malattia, fra cui quelli sull'acromegalia, sulla sindrome di Cushing, sull'insufficienza surrenalica e sull'ipoparatiroidismo: un'importante mole di dati che serviranno per lo sviluppo di ricerche scientifiche di comune interesse, al fine di migliorare l'assistenza al paziente endocrinologico”, sottolinea Lenzi.

Progetti che riguarderanno anche le malattie rare, rappresentate al congresso, oltre che da numerose relazioni, da uno stand dedicato alle lipodistrofie, una famiglia di patologie alla quale la SIE sta dedicando un'attenzione particolare: “Lo testimonia la creazione, all'interno della società scientifica, di un gruppo di lavoro, guidato dal prof. Ferruccio Santini e dalla prof.ssa Silvia Migliaccio. Il progetto, fra i suoi obiettivi, comprende la creazione di un registro dei pazienti – conclude Lenzi – e il network ha già iniziato a catalogare i primi casi”.

Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Il valore della cura e dell’assistenza nell’emofilia

Il valore della cura e dell'assistenza nell'emofilia

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Partner Scientifici



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni