David Brown (a destra)Una rivincita contro la rara malattia di Kawasaki, che ha tolto la vista all'atleta

RIO (Brasile) - Uno dei principali motivi di fascino di una grande manifestazione sportiva come le Paralimpiadi, che quest'anno si sono svolte nella città di Rio de Janeiro (Brasile), è rappresentato dalla possibilità di conoscere la storia di tante persone che, nel mondo, riescono a trionfare e ad avere la meglio sulle avversità e sugli enormi disagi che la sorte ha riservato loro. Il protagonista di una di queste storie è David Brown (a destra nella foto), un ragazzo ventitreenne nativo del Missouri (USA) che ha perso la vista a causa della malattia di Kawasaki e che, insieme alla sua guida Jerome Avery (a sinistra nella foto), ha ottenuto la medaglia d'oro nella corsa, categoria T11 (totalmente non vedenti dalla nascita).

La malattia di Kawasaki (KD) è una vasculite sistemica febbrile di origine sconosciuta, si verifica più frequentemente nelle popolazioni asiatiche, in particolare quella Giapponese, e colpisce in modo prevalente i bambini. Questa patologia rara si manifesta con febbre, alterazioni degli arti e problemi alla cute, agli occhi o al cavo orale, e può inoltre comportare il rischio di gravi forme di cardiopatia. Di solito, la KD è gestibile mediante un trattamento a base di immunoglobuline per via endovenosa, e segue il proprio corso lasciando minimi strascichi persistenti.

Purtroppo, David Brown non è stato così fortunato: la malattia di Kawasaki gli è stata diagnosticata all'età di soli 15 mesi e, a causa di severe complicazioni oculari, è stato costretto a subire numerosi interventi di chirurgia nella speranza di non perdere la vista, speranza che David ha definitivamente abbandonato una volta compiuti 13 anni. “Ricordo che in un dato momento ero in grado di vedere, poi, il momento seguente, più nulla. Ero frustrato, confuso e arrabbiato”, racconta il giovane atleta.

Quando i medici gli hanno detto che nessuna operazione o terapia avrebbe potuto ridargli la vista, David ha passato un periodo di profonda depressione, finché non è riuscito a trovare nuovi stimoli nello sport e nella corsa. Durante una competizione scolastica, è stato notato da alcuni allenatori del team paralimpico statunitense, grazie ai quali ha potuto intraprendere il cammino agonistico che lo ha condotto al successo di pochi giorni fa, nei giochi di Rio.

Il corridore americano si è aggiudicato la medaglia d'oro nei 100 metri T11, con il tempo record di 10 secondi e 99 centesimi. Sebbene David sia in grado di distinguere lievemente i colori, le forme e le ombre, è considerato formalmente cieco. Per questo motivo gareggia nella categoria T11, dove ogni atleta è guidato da un compagno vedente grazie ad un laccio che entrambi stringono in mano.

Per una maggiore copertura di Olimpiadi e Paralimpiadi, visitare il sito Rare Disease Report.

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