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OssMalattieRare XLH: Raccontaci la tua storia! Da oggi i pazienti con #XLH o i loro familiari potranno contattare la nostra redazione per raccontare la propria esperienza quotidiana con la malattia xlh@osservatoriomalattierare.it #XLHStories #Ipofosfatemia bit.ly/2OkdqsW pic.twitter.com/RLs6e1VXYu
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La mucopolisaccaridosi di tipo I (MPS I) è una malattia rara multisistemica e progressiva causata dalla carenza dell’enzima alfa-L-iduronidasi, che provoca l’accumulo graduale di glicosaminoglicani (GAG) in tutti gli organi e tessuti. Tale accumulo conduce a manifestazioni cliniche multisistemiche di gravità variabile. Storicamente si riconoscono tre sindromi principali che rappresentano l’intero spettro della malattia: Hurler (fenotipo clinico più grave), Hurler-Scheie (fenotipo clinico intermedio) e Scheie (fenotipo clinico meno grave). Queste distinzioni sono state poste sulla base dell’età di comparsa dei primi sintomi, della rapidità di progressione della patologia e della sintomatologia preminente. È bene però tenere presente che esiste un’estrema eterogeneità in termini di severità e sintomatologia all’interno di ogni fenotipo clinico ed anche sovrapposizione tra i diversi  fenotipi. La malattia deve quindi essere considerata un continuum che consiste in un ampio spettro di fenotipi clinici eterogenei; ogni paziente è unico in termini di età di esordio dei sintomi, progressione della patologia e comorbidità ed i test di laboratorio, anche se utili per la conferma diagnostica, non sono predittivi della severità della patologia.

Il codice di esenzione della MPS I è RCG140 (afferisce al gruppo "Mucopolisaccaridosi").

La sezione Mucopolisaccaridosi I è realizzata con il contributo incondizionato di Sanofi Genzyme.

Mucopolisaccaridosi, Sanofi Genzyme

La combinazione della variabilità fenotipica della MPS I e la scarsa conoscenza della patologia può spesso portare a ritardi diagnostici. Anche se i pazienti e le famiglie di solito si rivolgono inizialmente ai pediatri ed ai medici di medicina generale, alcune manifestazioni frequentemente necessitano di consulti specialistici. Segni e sintomi che potrebbero portare al sospetto clinico di Mucopolisaccaridosi I sono: ernia inguinale e/o ombelica, lerigidità articolare, sindrome del tunnel carpale, infezioni recidivanti dell’orecchio medio e/o delle alte vie aeree, mano ad artiglio/dita a scatto, displasia dell’anca, valvulopatia, opacità corneale.

La conferma diagnostica è semplice: un esame delle urine può identificare un caso di MPS, in quanto i GAG vengono escreti in eccesso nelle urine dei pazienti MPS. La diagnosi definitiva si ottiene mediante l’analisi dell’attività enzimatica nei leucociti.

Fonte principale:
- Orphanet

La Mucopolisaccaridosi I (MPS I) è una malattia rara eterogenea, progressiva e multisistemica. [1]
E’ causata dalla carenza dell’enzima alfa-L-iduronidasi, che provoca l’accumulo progressivo di glicosaminoglicani (GAG) in tutti gli organi e tessuti. Tale accumulo conduce a manifestazioni cliniche multisistemiche e progressive di gravità variabile. [1]

L'intero spettro della malattia è classificato in tre sindromi principali: Hurler (fenotipo clinico più grave), Hurler-Scheie (fenotipo clinico intermedio) e Scheie (fenotipo clinico meno grave). Esiste un’estrema eterogeneità in termini di severità e sintomatologia all’interno di ogni fenotipo clinico ed anche sovrapposizione tra i diversi fenotipi. [2,3]

Giungere alla diagnosi corretta di Mucopolisaccaridosi I è spesso difficile per gli specialisti che non hanno familiarità con la patologia. Tale situazione si accentua ancora di più nel caso della forma Scheie, poiché i pazienti presentano una sintomatologia più sfumata. È bene segnalare che, contrariamente alla forma Hurler, frequentemente la forma Scheie esordisce con un coinvolgimento articolare che per lungo tempo resta l’unico segno di malattia o si manifesta in concomitanza con sintomi all’apparenza innocui o aspecifici, come le manifestazioni otorinolaringoiatriche o l’ernia. Sono stati riportati svariati casi in cui pazienti Scheie sono stati misdiagnosticati per diversi anni (anche più di 50) e alcuni autori ipotizzano che gli attuali dati di incidenza e prevalenza potrebbero sottostimare l’effettiva frequenza della patologia. In conclusione, una conoscenza più approfondita ed una maggior consapevolezza dell’eterogeneità dello spettro clinico della Mucopolisaccaridosi I possono contribuire ad una migliore accuratezza diagnostica, portando maggiore beneficio al paziente. [6,7]


Riferimenti bibliografici

1. Neufeld E, Muenzer J. The Mucopolysaccharidoses. In: Scriver C, Beaudet A, Sly W, Valle D, eds. The Metabolic and Molecular Bases of Inherited Disease. New York, New York: McGraw-Hill; 2001:3421-52.
2. Wraith JE. The first 5 years of clinical experience with laronidase enzyme replacement therapy for mucopolysaccharidosis I. Expert opinion on pharmacotherapy 2005;6(3):489-506.
3. Pastores GM, Arn P, Beck M, et al. The MPS I registry: design, methodology, and early findings of a global disease registry for monitoring patients with Mucopolysaccharidosis Type I. Molecular genetics and metabolism 2007;91(1):37-47.
4. Meikle, P.J. et al., Prevalence of lysosomal storage disorders. JAMA 1999; 281: 249-254.
5. Muenzer J, Wraith JE, Clarke LA, and the International Consensus Panel on the Management and Treatment of Mucopolysaccharidosis I. Mucopolysaccharidosis I: management and treatment guidelines. Pediatrics 2009;123:19–29
6. Vijay S., Wraith J.E. Clinical presentation and follow-up of patients with the attenuated phenotype of mucopolysaccharidosis type I. Acta Paediatrica (2005) 94:872-87.
7. Melikoglu MA, Kocabas H, Sezer I, Cay HF, Cassidy AG, Balci N. Legg-Perthes disease-like joint involvement and diagnosis delay in Scheie syndrome: a case report. Clin Rheumatol. 2007 Nov;26(11):1937-9.

Secondo quanto pubblicato su Futurity, sarebbe possibile evitare danni permanenti al cervello nei bambini affetti da sindrome di Hurler, sottoponendoli a trapianto di sangue proveniente dal cordone ombelicale prima dei 9 mesi di età. Gli esperti dicono che i risultati ottenuti ad oggi sottolineano la necessità di una diagnosi precoce della malattia preferibilmente tramite programmi di screening neonatale.

La scoperta effettuata sul modello animale grazie alla Fondazione Telethon apre la strada a nuove prospettive per la mucopolisaccaridosi di tipo I: screening neonatale obbligatorio e trapianto di staminali cordonali


Roma, 20 ottobre 2014 – Dalla ricerca Telethon una nuova prospettiva di cura per una rara malattia genetica, la sindrome di Hurler. Un gruppo di ricercatori guidati da Marta Serafini del Centro di ricerca Tettamanti, Dipartimento di Pediatria dell’Università di Milano Bicocca, in collaborazione con il Centro di Biostatistica per l'epidemiologia clinica della stessa Università, il Nemours/Alfred I. duPont Hospital for Children Wilmington, DE, USA dell’Hospital for Children di Wilmington, Delaware negli USA e il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università Sapienza di Roma, ha dimostrato, per la prima volta in modelli animali, l’efficacia del trapianto di cellule staminali ematopoietiche per prevenire le malformazioni ossee, caratteristiche della malattia, se effettuato in età neonatale.

Secondo un articolo pubblicato su ScienceCodex i ricercatori della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania avrebbero pubblicato due documenti che delineano i nuovi approcci di terapia genica esistenti per il trattamento della mucopolisaccaridosi di tipi 1 (MPSI). I ricercatori hanno esaminato la funzionalità di un vettore impiegato per sostituire l’enzima IDUA, carente nei pazienti con MPSI. Secondo quanto riportato nel secondo documento pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences, un’iniezione del vettore in questione, che esprime l’enzima IDUA a livello del fegato, preverrebbe la maggio parte delle manifestazioni sistemiche della malattia, comprese quelle cardiache.

La Sindrome di Hurler-Scheie, forma intermedia della mucopolisaccaridosi di tipo I, è caratterizzata dalla quasi completa assenza di disabilità intellettiva. La patologia comporta però anomalie muscolo-scheletriche di diversa gravità, con bassa statura e disostosi multiple, cifosi toraco-lombare, lineamenti del viso progressivamente sempre più grossolani, cardiomiopatia, anomalie delle valvole cardiache, sordità neurosensoriale, ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi e secrezioni nasali.

Dopo i 2 anni può insorgere un idrocefalo. Tra i 2 e i 4 anni può comparire opacità corneale, che richiede una cheratoplastica per il ripristino della vista. Altri sintomi sono l'organomegalia, le ernie e l'irsutismo. La sindrome di Hurler-Scheie è dovuta alla mutazione del gene IDUA (4p16.3), che causa una riduzione della funzione dell'enzima alfa-L-iduronidasi e l'accumulo nei lisosomi di dermatan solfato ed eparan solfato.

La mucopolisaccaridosi di tipo 1 è una rara malattia caratterizzata dall’accumulo nei lisosomi (organuli cellulari deputati alla degradazione di varie molecole) di due sostanze appartenenti al gruppo dei glicosaminoglicani: il dermatansolfato e l’eparansolfato. Esistono tre varianti della malattia di gravità differente: la sindrome di Hurler (più grave), la sindrome di Scheie (più lieve) e la sindrome di Hurler-Scheie (intermedia).

Nella forma grave, che esordisce in genere entro i 2 anni di età, i sintomi principali sono difetti di crescita, deformità scheletriche, insufficienza cardiaca, malfunzionamento di fegato e milza, ritardo mentale. Altri segni clinici sono opacità della cornea, bassa statura, ernie. La morte può avvenire prima dell’adolescenza per complicazioni cardiovascolari e respiratorie. Nei pazienti affetti dalla forma lieve, che si manifesta di solito in età giovane-adulta, i sintomi caratteristici possono comprendere modeste alterazioni scheletriche, rigidità articolare, opacità corneale, anomalie valvolari dell’aorta, paresi spastica causata da compressione del midollo spinale cervicale; non ci sono segni di deficit cognitivo. L’aspettativa di vita è normale o leggermente ridotta. I pazienti affetti dalla forma intermedia hanno intelligenza normale o quasi normale, ma presentano handicap fisici di grado variabile.

Utilizzata la tecnica di misurazione dell'attività dell'enzima alfa-L-iduronidasi su gocce di sangue

TAIWAN – La mucopolisaccaridosi di tipo 1 rappresenta una delle forme più rare di malattia ad accumulo lisosomiale, larga classe di patologie caratterizzate dalla carenza di enzimi coinvolti nei diversi passaggi della degradazione dei glicosamminoglicani all'interno dei lisosomi.
La MPS 1 in particolare è causata dalla ridotta attività dell'enzima alfa-L-iduronidasi (IDUA), che porta all'accumulo nei lisosomi di dermatan-solfato e eparan-solfato, che normalmente sono i substrati dell'enzima, ma il cui eccesso altera il metabolismo cellulare ed è in grado di danneggiare organi e tessuti.
I sintomi più frequenti sono ritardo nello sviluppo, ernia ombelicale o inguinale, epatosplenomegalia, valvulopatia e complicazioni nelle vie aeree superiori e, a seconda della gravità dei sintomi, si riconoscono 3 diverse classi cliniche: in ordine di gravità troviamo la sindrome di Scheie la sindrome di Hurler–Scheie e quella di Hurler.



GUIDA alle ESENZIONI per le MALATTIE RARE (2019)

Malattie rare, GUIDA alle esenzioni

Con l'entrata in vigore dei nuovi LEA (15 settembre 2017) è stato aggiornato l’elenco delle malattie rare esenti.

OMaR (Osservatorio Malattie Rare), in collaborazione con Orphanet-Italia, ha realizzato una vera e propria Guida alle nuove esenzioni, ora aggiornata al 2019, con l'elenco ragionato dei nuovi codici, la lista completa di tutte le patologie esenti, le indicazioni su come ottenere l’esenzione e molto altro.

Clicca QUI per scaricare gratuitamente la Guida (aggiornata ad aprile 2019).

 


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