La dott.ssa Antonella La Placa (Messina) spiega il ruolo del logopedista nella presa in carico del paziente con SMA

Il 3 luglio si è svolto il secondo appuntamento “SMAspace”, un ciclo di eventi digitali promosso da Osservatorio Malattie Rare e Famiglie SMA per favorire il confronto tra pazienti con atrofia muscolare spinale (SMA) e specialisti. Tra gli esperti coinvolti la dott.ssa Antonella La Placa, logopedista presso il Centro Clinico NeMO di Messina, che ha parlato di deglutizione e linguaggio. Causando ipotonia muscolare, la SMA colpisce infatti anche i muscoli orofacciali, coinvolti nella deglutizione, nella suzione e nell’articolazione del linguaggio. La presa in carico del paziente da parte del logopedista è quindi indispensabile fin dai primi giorni di vita, specialmente nel caso della SMA di tipo 1.

“Per quanto riguarda l’alimentazione, il logopedista potrà fare due tipologie di intervento: modificare la consistenza del cibo oppure modificare la postura durante i pasti”, spiega la dott.ssa La Placa. “Per i pazienti con ipotonia generalizzata che comunque continuano ad alimentarsi per bocca, la consistenza migliore del cibo è quella omogenea, quindi un tipo di alimentazione unica e coesa. Per i pazienti che mantengono una buona fase orale e la masticazione, viene consigliata un’alimentazione solido-morbida, molto ben cotta. Gli alimenti da evitare sono quelli asciutti e secchi o quelli in doppia o tripla consistenza, come la pastina in brodo”.

Accanto alla scelta del cibo più appropriato, c’è l’attenzione alla postura. “Nel caso di neonati allattati al seno – prosegue la logopedista – la postura consigliata è la prona, con il petto rivolto a quello della madre. Nel caso di bambini più grandi, nutriti tramite biberon, è preferibile la posizione laterale. Infine, nel caso di pazienti adulti, e di tutti quelli che hanno la capacità di tenere sollevata la testa in modo autonomo, la postura di eccellenza è quella seduta con il capo leggermente rivolto in avanti, perché questa posizione aiuta a chiudere tutte le vie aeree, evitando quella che viene comunemente chiamata polmonite da ingestione”.

Un’alterazione della muscolatura orofacciale può comportare problemi anche in relazione alla capacità di comunicare, e può causare quella che viene definita disartria, cioè l’inabilità a produrre determinati movimenti che regolano il linguaggio. “Le muscolature che regolano la deglutizione e la capacità di linguaggio sono sovrapposte, ed è per questo che gli interventi di logopedia saranno simili”, spiega La Placa. “Le prime volte si effettuerà un training motorio che va a sfruttare la mobilità di lingua, labbra, guance e palato molle. In caso di disartria, accanto a questo tipo di intervento, ci saranno altri esercizi specifici, che si baseranno sulla respirazione e sulla lettura di frasi o di parole che contengono determinati suoni. In caso di disartria grave – conclude la dottoressa – la tecnologia è di supporto, dato che ci sono ausili che possono aiutare il paziente a recuperare la capacità comunicativa”.

L’intervento della dott.ssa Antonella La Placa è stato registrato durante il secondo appuntamento di “SMAspace”. 

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