Due trial mostra benedici nella febbre mediterranea e nella sindrome TRAPS, ma si guarda anche all’artrite idiopatica giovanile sistemica

Washington - Per le sindromi associate alla criopirina, una forma di malattie rare autoinfiammatorie, da qualche tempo è disponibile un farmaco, il canakinumab di Novartis che sarebbe in grado di bloccare l’interleuchina 1-beta, coinvolta nell’infiammazione. A questa molecola oggi si guarda con molto interesse anche per la terapia di malattie rare della stessa categoria, come la febbre familiare mediterranea (FMF), particolarmente diffusa nel nostro Paese, e la sindrome periodica associata al recettore del TNF (TRAPS).

Il farmaco attualmente non ha indicazione terapeutica per queste due rare malattie autoinfiammatorie ma le sperimentazioni stanno dando risultati che lasciano ben sperare soprattutto per la riduzione dei sintomi e della frequenza degli attacchi. Gli esiti degli ultimi due trial clinici sono stati recentemente presentati al meeting dell'American College of Rheumatology di Washington. Il trial per la FMF ha mostrato che il farmaco è in grado di ridurre i sintomi, le ricadute e i marker ematici dell’infiammazione.

Anche nel caso della TRAPS dopo tre mesi non c'è stato nessun segno di ricaduta in tutti i pazienti testati: "Il farmaco è già in uso per trattare le sindromi periodiche associate alla criopirina, un'altra malattia rara infiammatoria – spiega l’azienda in un comunicato - ed entro quest'anno speriamo di ottenere l'approvazione per trattare l'artrite idiopatica giovanile sistemica".

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