fenfluramina rimborsabile

Negli studi registrativi, il farmaco ha evidenziato una significativa riduzione della frequenza delle crisi convulsive

Milano – Fenfluramina, farmaco indicato nel trattamento delle crisi epilettiche associate alla sindrome di Dravet in aggiunta ad altri medicinali anticrisi per pazienti di età pari o superiore ai due anni, ha ottenuto dall’AIFA la rimborsabilità in Italia

Approvata nel luglio 2020 dalla FDA tramite un processo di revisione prioritaria e nel gennaio 2021 dall’EMA, in precedenza la fenfluramina aveva ottenuto dall’Autorità statunitense la designazione di farmaco orfano e di Breakthrough Therapy.

La sindrome di Dravet è un raro tipo di epilessia che inizia nell’infanzia ed è caratterizzata da convulsioni non trattabili con farmaci anti crisi, gravi disturbi cognitivi, comportamentali e motori che persistono fino all’età adulta. L'incidenza è stata stimata tra 1/20.000 e 1/40.000. La sindrome è più comune nei maschi rispetto alle femmine (rapporto 2:1).

“Fenfluramina, per questo tipo di patologia, è indubbiamente una carta in più per migliorare la qualità di vita dei pazienti”, dichiara la Professoressa Francesca Darra, Responsabile dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. “Il farmaco ha infatti ottenuto risultati molto brillanti nel controllare le crisi in una sindrome rara come quella di Dravet, caratterizzata da un’epilessia molto complessa e farmaco-resistente. In oltre il 50% dei pazienti si è ottenuto un ottimo controllo delle crisi, che si è dimostrato duraturo anche negli studi più a lungo termine, e oltre a ciò si è avuta una quota di pazienti liberi da crisi. Risultati, questi, molto importanti, perché cambiano totalmente la qualità di vita del paziente e delle famiglie e hanno una ricaduta estremamente positiva su altri aspetti che fanno parte della patologia: il disturbo del comportamento, le problematiche cognitive, ecc. Per quanto riguarda il meccanismo d’azione di fenfluramina - continua la Professoressa Darra - c’è sicuramente un’azione antiepilettica per effetto serotoninergico, e un’azione modulante in senso positivo sul recettore Sigma 1, sui meccanismi di neuroprotezione e sugli aspetti cognitivi e comportamentali”.

Ridurre la frequenza delle crisi è il primo e più importante passo nel trattamento dei bambini affetti da sindrome di Dravet, indipendentemente dall’età”, ha dichiarato il Professor Antonino Romeo, Primario Emerito dell’UOC Neurologia Pediatrica e Centro Regionale per l'Epilessia dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. “Gli studi sulla fenfluramina hanno dimostrato una diminuzione clinicamente significativa, dal punto di vista statistico, della frequenza delle crisi. Per questo motivo, l’immissione sul mercato di un farmaco innovativo come questo porterà a un miglioramento della qualità della vita dei bambini colpiti da questa rara sindrome. Sindrome – continua il Professor Romeo – che non presenta solo il problema delle crisi ma ha molte altre connotazioni, come il ritardo cognitivo, la difficoltà del linguaggio, problemi ortopedici, disturbi del sonno e soprattutto problematiche comportamentali. Le crisi, che sono estremamente gravi e frequenti, compaiono sia nella veglia che nel sonno e si manifestano nei primi mesi di vita, portando a un peggioramento di tutto il quadro clinico del paziente: spesso sono molto prolungate e arrivano a protrarsi fino a oltre 30 minuti, costituendo uno stato epilettico. Infine, occorre ricordare che le persone con sindrome di Dravet sono più a rischio di morte improvvisa (SUDEP). Appare evidente – conclude il Professor Romeo – l’enorme impatto sulle famiglie, che convivono quotidianamente con la malattia. Per questo motivo, avere a disposizione un presidio farmacologico che consente una diminuzione della frequenza di queste crisi, con conseguente miglioramento delle performance cognitive e comportamentali produce un effetto positivo sulla gestione in ambito familiare e anche scolastico”.

Il dossier che ha portato al parere positivo delle Autorità Regolatorie ha incluso i risultati positivi di due studi randomizzati e controllati di Fase III (Studio 1 e Studio 2), insieme a un'analisi intermedia di uno studio di estensione a lungo termine in corso e a marchio aperto, che ha coinvolto un totale di 330 pazienti con sindrome di Dravet. Questi studi hanno dimostrato che il trattamento additivo con fenfluramina ha fornito una riduzione altamente significativa dal punto di vista statistico e clinicamente significativa della frequenza delle crisi convulsive rispetto al placebo, ed è stato generalmente ben tollerato. In uno degli studi (Studio 2), tutti i soggetti sono stati trattati con un regime di base che comprendeva lo stiripentolo, con un miglioramento significativo osservato per fenfluramina rispetto al placebo. Lo studio di estensione a lungo termine, in aperto, ha dimostrato un'efficacia duratura, con pazienti trattati per un massimo di tre anni con fenfluramina. Gli eventi avversi più comunemente riportati durante questi trial sono stati diminuzione dell'appetito, diarrea, piressia, stanchezza, infezione delle vie respiratorie superiori, letargia, sonnolenza e bronchite. Nessun paziente ha sviluppato eventi avversi cardiovascolari.

“I bisogni medici insoddisfatti della nostra comunità sono enormi”, dichiara Simona Borroni, Presidente dell’Associazione Gruppo Famiglie Dravet Onlus. “Chi è affetto da sindrome di Dravet non risponde uniformemente alle terapie disponibili. La reazione ai farmaci è imprevedibile e la maggior parte dei pazienti è sottoposta a importanti politerapie farmacologiche che comportano effetti collaterali, e che non consentono il controllo delle crisi epilettiche. In media i pazienti assumono tre farmaci, ma a volte arrivano anche a cinque o sei. Per questo motivo applaudiamo ogni nuova opportunità terapeutica che possa offrire un valore aggiunto e rappresentare un passo avanti per migliorare il controllo delle crisi, abbattendo i limiti che le crisi stesse pongono per lo svolgimento di una vita sociale piena. Auspichiamo, inoltre, che il miglior controllo delle crisi porti benefici anche sulle altre comorbilità associate. Per il futuro ci auguriamo che la ricerca conduca maggiori studi anche sui pazienti adulti, per consentire a questa parte della popolazione con sindrome di Dravet di beneficiare delle nuove terapie secondo dei dosaggi adeguati”, continua Borroni. “Considerata, poi, anche la diversa espressione clinica della malattia nelle singole persone, riteniamo sia importante lo studio di biomarcatori che siano predittivi dell’andamento della sindrome, in modo da poter pervenire ad algoritmi terapeutici personalizzati, indicativi di specifiche combinazioni farmacologiche che potrebbero essere più efficaci nei diversi fenotipi che si presentano”.

“Le nuove opzioni terapeutiche offrono sicuramente nuovi concreti benefici nel controllo delle crisi epilettiche, tuttavia non per tutti i pazienti. Il Registro di patologia “RESIDRAS, con regolari follow up annuali, permetterà di aggiungere evidenze di efficacia nei pazienti e di analizzare le combinazioni terapeutiche più efficaci; monitorerà inoltre la sicurezza e l’efficacia a lungo termine nonché eventuali altri benefici in termini comportamentali e psico-intellettivi”, aggiunge Isabella Brambilla, Presidente Dravet Italia Onlus.

“UCB ha sviluppato una importante esperienza in epilessia ed è in costante ascolto delle problematiche e dei bisogni irrisolti dei pazienti”, afferma Federico Chinni, Amministratore Delegato di UCB Italia. “Siamo convinti che sia necessario proseguire in questo costante percorso di innovazione su diversi fronti: scientifico, organizzativo, terapeutico e tecnologico, per continuare a migliorare gli standard di trattamento. Nei prossimi anni ci aspettano importanti sfide, come la ricerca nell’ambito di terapie geniche avanzate, con uno sguardo sempre rivolto verso sindromi più rare ma non meno gravi, come quella di Dravet, per rispondere in modo sempre più mirato alla richiesta di un miglioramento della qualità della vita da parte dei pazienti”.

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