La terapia genica sembra poter rappresentare una sicura ed efficace strategia per il trattamento della neuropatia ottica ereditaria di Leber (LHON), una malattia degenerativa del nervo ottico che non dispone ancora di una cura definitiva. A sostenere questa ipotesi sono i ricercatori della Huazhong University of Science and Technology (Cina), i quali hanno diretto uno studio clinico per valutare le potenzialità del trattamento sperimentale rAAV2-ND4 su un gruppo di persone affette da LHON. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports ed evidenziano i miglioramenti visivi ottenuti dalla maggior parte dei pazienti.

La neuropatia ottica di Leber è spesso caratterizzata da un'improvvisa perdita della visione centrale che interessa entrambi gli occhi, simultaneamente o sequenzialmente, e che si manifesta, di solito, intorno ai 18-30 anni d'età. A questa patologia possono essere associati anche altri tipi di sintomi neurologici, come disturbi motori, distonia e atassia cerebellare. La LHON è dovuta ad una serie di mutazioni nel DNA mitocondriale (mtDNA), il 90-95% delle quali è localizzato nelle posizioni nucleotidiche 11778, 3460 o 14484.

In particolare, la mutazione nel sito 11778 del gene MT-ND4, il gene della subunità 4 del complesso I della catena respiratoria nel DNA mitocondriale, è presente nel 60% degli individui con LHON di tutto il mondo e nell'87,9% di quelli che vivono in Cina. Gli scienziati della Huazhong University hanno arruolato alcuni dei pazienti colpiti da questa specifica mutazione per testare l'efficacia della terapia genica sperimentale rAAV2-ND4.

La principale difficoltà che i ricercatori hanno dovuto affrontare è costituita dal fatto che, mentre MT-ND4 (o, più semplicemente, ND4) è un gene mitocondriale, un trattamento basato sull'impiego di un virus adeno-associato 2 (AAV2) per la diffusione di un gene ND4 non mutato è in grado di penetrare soltanto il nucleo cellulare e non i mitocondri. Per questo motivo, il team di studio cinese ha elaborato una versione nucleare di MT-ND4, utilizzando come vettore terapeutico un virus AAV2 ricombinante (rAAV2).

La terapia rAAV2-ND4 è stata somministrata tramite un'iniezione intravitreale eseguita nell'occhio con la visione peggiore di 9 pazienti affetti da LHON. Durante il successivo periodo di follow-up, della durata complessiva di 9 mesi, i partecipanti sono stati monitorati attraverso una serie di esami oftalmologici condotti per valutare gli eventuali effetti di rAAV2-ND4 sui parametri ottici di acuità visiva, campo visivo e spessore delle fibre nervose della retina. Le generali condizioni di salute dei pazienti sono state verificate mediante visite di controllo e analisi chimico-fisiche di routine.

I risultati ottenuti dimostrano che la terapia con rAAV2-ND4 è stata in grado di indurre, in 6 dei 9 partecipanti coinvolti nello studio, un significativo miglioramento dell'acuità visiva, corrispondente ad un valore pari o superiore a 0,3 logMAR. In questi 6 pazienti è stato riscontrato anche un certo ampliamento del campo visivo, mentre lo strato delle fibre nervose retiniche è rimasto relativamente stabile. Dal punto di vista della sicurezza, non è stato osservato alcun evento avverso, sistemico o locale, correlato al trattamento.

I ricercatori sostengono che gli esiti di questo loro studio, sebbene debbano essere necessariamente confermati da ulteriori sperimentazioni a lungo termine, sembrano suggerire la potenziale efficacia della terapia genica rAAV2-ND4 per il recupero dei gravi danni visivi causati dalla neuropatia ottica ereditaria di Leber.

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