Sindrome di Sanfilippo: negli USA arriva la terapia genica

Il farmaco ha dimostrato di ridurre l’accumulo tossico di eparan solfato e di migliorare le capacità cognitive dei piccoli pazienti

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato la terapia genica rebisufligene etisparvovec-hopf (nome commerciale Fayuvi) per il trattamento di pazienti pediatrici affetti da mucopolisaccaridosi di tipo IIIA (nota anche come sindrome di Sanfilippo di tipo A). La decisione della FDA rende così disponibile negli USA il primo farmaco specifico per questa patologia ultra-rara, progressiva e fatale.

La sindrome di Sanfilippo di tipo A è una malattia da accumulo lisosomiale che colpisce principalmente il cervello ed è caratterizzata da una rapida neurodegenerazione che esordisce nella prima infanzia. La patologia è causata da una carenza dell'enzima sulfamidasi (SGSH) che porta all'accumulo di eparan-solfato nelle cellule e ad un danno progressivo al sistema nervoso centrale: i bambini che ne sono affetti manifestano tipicamente un ritardo progressivo dello sviluppo globale, seguito dalla perdita delle funzioni cognitive, linguistiche e motorie, fino a giungere a una morte precoce.

La terapia genica rebisufligene etisparvovec-hopf, precedentemente nota come UX111, si somministra un’unica volta per via endovenosa ed è progettata per veicolare nell’organismo, tramite un vettore virale AAV9, copie funzionali del gene che codifica per la sulfamidasi. Grazie a questo meccanismo d’azione, il farmaco promuove la produzione dell'enzima la cui carenza è alla base della sindrome di Sanfilippo di tipo A.

L’approvazione di rebisufligene etisparvovec-hopf si basa sui dati del trial clinico cardine Transpher A e su studi di follow-up a lungo termine, i quali hanno dimostrato un beneficio clinico rispetto al declino osservato nella storia naturale della sindrome di Sanfilippo di tipo A. Nel trial Transpher A, il trattamento ha indotto una riduzione dei livelli di eparan solfato nel liquido cerebrospinale dei pazienti. Dal punto di vista clinico, l’efficacia della terapia è stata accertata sulla base della variazione del punteggio cognitivo della scala di valutazione Bayley-III. I 17 bambini sottoposti alla terapia genica e appartenenti alla popolazione modified intention-to-treat (mITT) hanno mostrato un punteggio cognitivo medio superiore di 23,5 punti rispetto a quello di 27 pazienti che non hanno ricevuto il trattamento e che provenivano da una coorte esterna e comparabile di storia naturale della sindrome di Sanfilippo di tipo A.

“L'approvazione della terapia genica da parte della FDA rappresenta un traguardo fondamentale per il quale la comunità della sindrome di Sanfilippo di tipo A si è battuta per decenni: il primo trattamento in assoluto per una malattia che sottrae inesorabilmente ai bambini le loro capacità, l'indipendenza e il futuro”, hanno dichiarato Glenn O’Neill, presidente e co-fondatore della Cure Sanfilippo Foundation, e Terri Klein, presidente e CEO della National MPS Society. “Questo straordinario risultato scientifico è il frutto di decenni di attività di sensibilizzazione, raccolta fondi, collaborazione e perseveranza da parte della comunità della sindrome di Sanfilippo, insieme a ricercatori, clinici e partner industriali che non hanno mai smesso di credere nella possibilità di progredire. Celebriamo questo momento rendendo omaggio a tutte le famiglie che hanno contribuito e ricordando i bambini che abbiamo perso nell'attesa di questo giorno. Insieme, guardiamo al futuro con rinnovata speranza, consapevoli che questo trattamento è ora approvato per i bambini e le famiglie colpiti da questa malattia straziante”.

“L'odierna approvazione è il frutto di anni di ricerca da parte di scienziati e sviluppatori, nonché del sostegno incrollabile di numerose famiglie e associazioni di pazienti di fronte a una malattia devastante e fatale, priva di opzioni terapeutiche. Si tratta di un traguardo storico per una comunità che ha atteso a lungo, senza mai perdere la speranza”, ha dichiarato Emil D. Kakkis, CEO e Presidente dell’azienda farmaceutica Ultragenyx. “L'autorizzazione della FDA rappresenta un importante primo passo verso il nostro obiettivo a lungo termine: rendere disponibile questa nuova opzione terapeutica alle famiglie di bambini affetti da sindrome di Sanfilippo di tipo A in tutto il mondo”.

Per approfondimenti leggi l’articolo pubblicato su Osservatorio Terapie Avanzate.

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