Dati statistici sulla mortalità

Età avanzata, specifiche lesioni polmonari, compresenza di patologie croniche o di tumori: questi sono solo alcuni dei fattori associati a una mortalità più alta

Nel caso dei micobatteri non tubercolari (NTM), la classificazione che le definisce, appunto, “non tubercolari”, sembra trasmettere l’idea che questi microrganismi siano piuttosto innocui. In realtà, pur avendo un livello di patogenicità mediamente basso - fatta eccezione per alcune specie, come il Mycobacterium avium o il M. intracellulare - questi micobatteri non sono da sottovalutare, in quanto correlati allo scatenarsi di infezioni polmonari che, in certi casi, possono mettere a serio rischio la vita dei pazienti. Della malattia polmonare da micobatteri non tubercolari (NTM-LD), l’Osservatorio Malattie Rare si è occupato a più riprese, anche con la pubblicazione di un libro bianco nel quale si enfatizza la necessità di affrontare questa condizione da un punto di vista multidisciplinare.

Negli anni, la NTM-LD ha mostrato una decisa impennata nei tassi di incidenza e prevalenza, e quindi anche nel tasso di mortalità. Quest’ultima, in particolare, si sa che è spesso associata a comorbilità come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ma i dati a disposizione sull’argomento sono ancora molto lacunosi. È anche per questa ragione che la comunità scientifica ha accolto con interesse il lavoro svolto da un team internazionale di medici e ricercatori sud-coreani, americani e canadesi, i quali hanno studiato i fattori prognostici collegati alla mortalità da NTM-LD in un’ampia coorte di pazienti. I frutti del loro lavoro sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista European Respiratory Journal.

L’analisi, condotta su 1445 persone affette da NTM, abbraccia un periodo di tempo di circa 15 anni, durante il quale i pazienti sono stati accuratamente seguiti e monitorati, e permette fin da subito di capire quali microrganismi si sono resi protagonisti delle maggior parte delle infezioni. Nello specifico, il Mycobacterium avium ha infettato 665 pazienti, mentre il M. intracellulare è stato riscontrato in 487 persone. Seguono il M. abscessus (n=129) e il M. massiliense (n=174). La distribuzione delle specie identificate sembra rispecchiare i livelli di diffusione, mostrando una netta prevalenza del M. avium. Successivamente, i ricercatori hanno eseguito un’analisi su più variabili che tenesse conto dei dati demografici e delle informazioni cliniche e radiologiche raccolte, e hanno calcolato i tassi di mortalità a 5, 10 e 15 anni, che sono risultati, rispettivamente, del 12,4%, del 24% e del 36,4%.

In aggiunta a ciò, l’indagine ha permesso di evidenziare, nei pazienti con NTM-LD, alcuni fattori direttamente correlati all’aumento della mortalità, fattori che includono l’età avanzata, il sesso maschile, un basso indice di massa corporea, la presenza di aspergillosi polmonare cronica o di tumori polmonari ed extra-polmonari, la concomitanza di patologie croniche, sia epatiche che cardiache, e il tasso di sedimentazione eritrocitaria.

Anche il tipo di organismo interessato sembra possedere una certa influenza sul rischio di decesso per i pazienti con NTM-LD: le specie più frequentemente correlate a un rialzo negli indici di mortalità sono il M. intracellulare, il M. abscessus e il M. massiliense. Infine, sembra avere una certa rilevanza anche il tipo di lesione radiologica associata alla malattia, con le lesioni bronchiectasiche fibrocavitarie e quelle nodulari cavitarie che sono maggiormente correlate ad un aumento della mortalità rispetto a quelle nodulari non cavitarie.

Per comprendere l’impatto a lungo termine della malattia polmonare da micobatteri non tubercolari è fondamentale capire quali siano i fattori più marcatamente associati al rischio di morte. Sapere quali siano gli organismi potenzialmente più aggressivi e osservare quali lesioni polmonari siano legate ad una prognosi peggiore, rappresenta un punto di partenza indispensabile per un corretto inquadramento del paziente e per la somministrazione della terapia più idonea ed efficace.

Intanto, per aumentare la consapevolezza della NTM-LD tra gli specialisti, in Italia è nato il progetto NTM-Dare che, attraverso una serie di incontri regionali con gli esperti, punterà a far conoscere la malattia, suggerendo anche le migliori modalità per gestirla.

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