Gli studi sul modello animale dimostrano un notevole assorbimento cellulare e una riduzione del glicogeno in diversi tessuti, inclusi il cervello e il midollo spinale

Cranbury (U.S.A.) – Negli studi preclinici per la malattia di Pompe condotti sui topi, il programma di terapia genica con vettore virale adeno-associato (AAV) di Amicus Therapeutics sembra promettente. I primi dati sono stati resi noti dall'azienda farmaceutica in un poster presentato al meeting annuale della Società Americana di Terapia Genica e Cellulare (ASGCT), che si è svolto pochi giorni fa a Washington.

La malattia di Pompe è una patologia ereditaria da accumulo lisosomiale causata dalla carenza dell'enzima alfa-glucosidasi acida (GAA): livelli ridotti o assenti di GAA portano all'accumulo di glicogeno nelle cellule, che si traduce nelle manifestazioni cliniche della malattia. Amicus, in collaborazione con la Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania (Penn), sta sviluppando una nuova terapia genica per la malattia di Pompe che combina le competenze di Amicus nell'ingegneria delle proteine e nella glicobiologia con le tecnologie di trasferimento genico con vettore virale adeno-associato di Penn. Nell'ambito di questo accordo verranno sviluppate delle terapie geniche AAV non solo per la malattia di Pompe, ma anche per la malattia di Fabry, la sindrome da deficit di CDKL5 e una malattia metabolica rara non rivelata.

Lo studio preclinico sulla malattia di Pompe ha utilizzato una singola dose elevata di AAV in topi nei quali è stata soppressa l'espressione del gene GAA. Agli animali è stato somministrato sia un enzima GAA naturale non modificato, sia il transgene GAA progettato da Amicus e Penn. Quest'ultimo ha dimostrato un assorbimento cellulare e un targeting lisosomiale più uniformi in confronto alla terapia genica con GAA naturale, nonché una decisa riduzione del glicogeno in tutti i tessuti che sono stati valutati, inclusi il cervello e il midollo spinale.

Nel sistema nervoso centrale, la terapia genica di Amicus e Penn ha mostrato una netta riduzione del glicogeno nelle cellule neuronali, suggerendo che questo potrebbe essere un modo efficace per affrontare gli aspetti neuronali della malattia di Pompe: sono infatti in corso ulteriori studi preclinici per valutare questo enzima ingegnerizzato, con varie dosi e modalità di somministrazione del vettore virale. La terapia genica naturale, invece, non ha portato a una riduzione del glicogeno nelle cellule neuronali.

Il programma di terapia genica AAV per la malattia di Pompe si basa sull'esperienza produttiva utilizzata per sviluppare con successo AT-GAA, la terapia di sostituzione enzimatica (ERT) basata su uno chaperone farmacologico, in fase avanzata di sperimentazione. “Questi risultati preclinici molto importanti convalidano le nostre capacità di sviluppare proteine GAA ingegnerizzate in grado di correggere in modo efficace le cellule bersaglio e i tessuti attraverso una terapia di sostituzione genica per la malattia di Pompe”, ha dichiarato Hung Do, Chief Science Officer di Amicus Therapeutics. “Questo approccio potrebbe essere applicabile ad altre patologie lisosomiali”.

“Sviluppare una potenziale cura per la malattia di Pompe è stato un obiettivo personale e professionale per molti anni”, ha aggiunto John F. Crowley, Presidente e Amministratore Delegato di Amicus. “È estremamente gratificante vedere dei risultati preclinici notevoli, i quali dimostrano che il GAA progettato da Amicus è ottimizzato per l'assorbimento nei tessuti bersaglio e raggiunge i giusti compartimenti cellulari, specialmente nel sistema nervoso centrale. Questi dati forniscono anche prove preliminari e convincenti che la nostra tecnologia possa essere una piattaforma significativa per diverse malattie lisosomiali. Poiché questi dati superano le nostre aspettative, i nostri trial preclinici stanno progredendo molto prima del previsto e ora ci aspettiamo di selezionare un candidato clinico nel 2019 per giungere a una fase di studio che consenta la qualifica del farmaco come Investigational New Drug”.

“Amicus ha deciso di concentrarsi sull'ingegneria delle proteine, con una specifica esperienza nelle malattie lisosomiali, che ritengo sia di fondamentale importanza nello sviluppo di terapie geniche AAV che possano affrontare in modo sicuro ed efficace queste malattie”, ha detto il dr. James M. Wilson, Professore di Medicina e Pediatria presso la Perelman School of Medicine di Penn. “Questi primi risultati preclinici rappresentano un passo significativo nel far progredire rapidamente le terapie geniche fino alla fase clinica, per dei pazienti che hanno urgenti bisogni insoddisfatti. Questi dati dimostrano che la terapia genica sviluppata congiuntamente da Amicus e Penn ha il potenziale per affrontare sia gli aspetti neuromuscolari che quelli dei motoneuroni nella malattia di Pompe”.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il comunicato stampa aziendale.

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