Bella Hadid e la malattia di Lyme
Bella Hadid (fonte Wikipedia)

Dalle Stories della supermodella al caso di un allenatore bellunese: due storie diverse, un'unica insidia nascosta nei boschi

Bella Hadid ha scelto Instagram per raccontare, senza filtri, cosa significa convivere ogni giorno con la malattia di Lyme. Nelle sue Stories la top model ha parlato apertamente di dolore, spossatezza, ansia, nebbia mentale e delle ricadute che arrivano proprio quando pensi di aver trovato l’equilibrio giusto.
Da fuori, la vita di Bella sembra una serie ininterrotta di successi, sfilate, shooting, un brand di cosmetici che va a gonfie vele. Da anni, invece, la modella convive con una malattia che spesso riesce a gestire ma che, quando si riacutizza, la costringe a fermarsi e a fare i conti con sintomi che diventano invalidanti.

Ha scritto di dormire 11 ore a notte e di fare comunque un pisolino ogni giorno, di aver seguito alla lettera ogni protocollo suggerito dai medici senza ottenere risultati.
Nei giorni più difficili, ha raccontato, anche i gesti più semplici diventano una prova. Ha scherzato sul fatto di non avere “nemmeno un neurone funzionante” e fare la doccia senza svenire, ha scritto, per lei è già un traguardo enorme.

Non è la prima volta che Bella Hadid parla apertamente della sua malattia cronica, aveva già raccontato la sua battaglia nel 2025, condividendo uno scatto da un ricovero ospedaliero e prima ancora nel 2023, dopo un periodo di cure molto intenso.

Quello che rende la malattia particolarmente difficile da gestire, spiega spesso la modella, è la sua imprevedibilità: le ricadute arrivano anche quando si pensa di aver trovato finalmente il protocollo giusto, rendendo impossibile pianificare con certezza gli impegni di lavoro. “Non sai mai come ti sentirai il giorno dopo”, ha scritto, raccontando le mattine in cui l'ansia e il dolore fisico arrivano prima ancora di alzarsi dal letto.

Nonostante lo sconforto, Bella ha voluto lasciare ai suoi follower anche un messaggio di speranza, ricordando a se stessa che la guarigione non è un percorso lineare e che ogni difficoltà, anche quando non se ne comprende subito il motivo, porta comunque con sé uno scopo più profondo.

CHE COS’È LA MALATTIA DI LYME

La malattia di Lyme è un'infezione causata da un batterio, la Borrelia (in particolare la specie Borrelia burgdorferi), che si trasmette all'uomo attraverso il morso di alcune zecche, in particolare quelle del genere Ixodes ricinus, note anche come “zecche dei boschi”. A diffondere il batterio in natura sono soprattutto i piccoli roditori, mentre cervi, caprioli e altri ungulati ospitano le zecche adulte permettendo loro di riprodursi e sostenersi nel tempo. Se non individuata e curata in tempo, l'infezione può dare sintomi persistenti a carico della pelle, delle articolazioni, del sistema nervoso e, nei casi più seri, di cuore e cervello.

A BELLUNO, LA STESSA INSIDIA MA SENZA RIFLETTORI

Mentre il racconto di Bella Hadid ha acceso i riflettori sulla malattia di Lyme, in provincia di Belluno un altro morso di zecca ha avuto conseguenze molto più gravi. Un allenatore di basket di 70 anni, conosciuto nell'ambiente sportivo locale, è finito in coma farmacologico dopo essere stato punto da una zecca durante una passeggiata in montagna. Questa volta il responsabile non è il batterio della Lyme, ma un virus, quello della Tbe, l'encefalite da zecca, che ha attaccato il sistema nervoso centrale dell'uomo costringendo i medici al ricovero d'urgenza.
L'uomo è stato trovato in casa da un familiare, in condizioni gravissime e trasportato d'urgenza in ospedale e la prognosi resta riservata.
Due storie molto diverse tra loro, con esiti diversi, ma che raccontano la stessa cosa: le zecche non fanno distinzioni e la prevenzione (controllare la pelle dopo ogni passeggiata nei boschi, rimuovere subito eventuali zecche ed evitare l'erba alta) resta l'arma più efficace, ben prima di qualsiasi cura.

Per saperne di più leggi anche:

Malattia di Lyme: ecco come si prende e come si cura

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