USA - Una squadra di ricercatori della Mayo Clinic, lavorando in collaborazione con i tecnici dell'istituto statunitense Centers for Disease Control and Prevention (CDC), è riuscita ad identificare un'ignota specie di microrganismo che appartiene al genere Borrelia e che sembra essere all'origine di alcuni casi di malattia di Lyme, un disturbo che, fino ad oggi, si credeva potesse essere provocato soltanto dal batterio Borrelia burgdorferi. In base ai risultati della recente indagine, pubblicata sulla rivista The Lancet Infectious Diseases, la presenza del nuovo agente patogeno è stata rilevata in alcune regioni del Nord America.

Nell'arco di un periodo di tempo che va dal 2003 al 2014, i ricercatori della Mayo Clinic hanno utilizzato il metodo di 'reazione a catena della polimerasi' (PCR) per eseguire una diagnosi batterica della malattia di Lyme su un totale di più di 100.000 campioni provenienti da pazienti americani.

Questo tipo di test ha evidenziato un insolito risultato in 6 dei 9000 campioni che sono stati raccolti, dal 2012 al 2014, nei territori del North Dakota, del Minnesota e del Wisconsin. Nello specifico, la PCR ha rivelato una 'temperatura di melting' diversa da quella relativa al materiale genetico della Borrelia burgdorferi, il batterio finora ritenuto l'unica causa della malattia di Lyme. Attraverso una serie di ulteriori esami di laboratorio, gli scienziati hanno scoperto che nei 6 campioni biologici anomali era presente una nuova specie di microrganismo in grado di provocare la patologia, un batterio finora sconosciuto a cui è stato dato il nome provvisorio di Borrelia mayonii.

Il nuovo agente patogeno viene trasmesso agli uomini con la puntura di una zecca infetta, come nel caso della B. burgdorferi. Tuttavia, la B. mayonii sembra causare una forma di malattia di Lyme che è caratterizzata da una maggiore concentrazione batterica nel sangue ed è associata ad una serie di sintomi particolari, quali nausea, vomito ed eruzioni cutanee diffuse. L'aspetto cruciale emerso dallo studio è rappresentato dal fatto i pazienti con infezione da B. mayonii possono essere diagnosticati e trattati seguendo le normali procedure attualmente utilizzate per la classica malattia di Lyme.

I ricercatori della Mayo Clinic hanno spiegato che, fino ad oggi, i pochi campioni biologici positivi a B. mayonii sono stati raccolti negli ultimi anni e solo tra gli abitanti degli Stati settentrionali del Midwest americano. In base a questi dati, il nuovo batterio sembra essere comparso da poco tempo e non essersi diffuso oltre una zona piuttosto circoscritta degli USA. Gli scienziati hanno comunque sottolineato come sia di fondamentale importanza che le persone adottino una serie di opportune misure precauzionali per evitare le punture di zecca e prevenire le diverse infezioni che, come la malattia di Lyme, possono essere trasmesse da questo parassita.

Leggi anche "Malattia di Lyme, prime prove di un innovativo test per la diagnosi precoce".

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