Le lipodistrofie sono un gruppo di malattie, di origine ereditaria o acquisita, difficili da riconoscere e da trattare, e sono caratterizzate dalla perdita di tessuto adiposo sottocutaneo. Oltre all'aspetto più evidente della malattia, esiste un disagio dovuto alla 'patologia sottesa', cioè alle conseguenze meno evidenti che la lipodistrofia comporta, come le difficoltà legate al semplice sedersi, alla fame continua o al grave affaticamento. I sintomi poco evidenti, spesso, ostacolano il riconoscimento dei diritti dei pazienti, come la possibilità di avere accesso alla Legge 104, che regolamenta l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap.

 

Una possibile soluzione, afferma la dott.ssa Caterina Pelosini, biologa all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana ed esperta in lipodistrofie, è di far dialogare il clinico con il paziente in modo da elaborare una 'check list' che serva al paziente stesso a far capire, in caso di bisogno, la propria malattia nascosta al datore di lavoro o alle istituzioni. L’intervista alla dott.ssa Caterina Pelosini è stata realizzata nel corso del Simposio sulle Lipodistrofie, tenutosi all'interno dell'ultimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Endocrinologia (SIE).

Hai domande sulla lipodistrofia? Su OMaR, usufruendo gratuitamente del servizio di consulto online “L'esperto risponde”, puoi chiedere un parere direttamente alla dott.ssa Caterina Pelosini

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