screening neonatale Leucodistrofia metacromatica

Ancora oggi la patologia è spesso diagnosticata con anni di ritardo: a confermarlo è una recente indagine condotta in Regno Unito e Irlanda

Una diagnosi tempestiva avrebbe cambiato il futuro del mio bambino”. Questo è quello che afferma l’86% dei familiari di pazienti affetti da leucodistrofia metacromatica (MLD), rara patologia da accumulo lisosomiale che porta ad una rapida perdita delle principali funzioni motorie e cognitive e ad una morte prematura. Il dato emerge da uno studio, condotto nel Regno Unito e in Irlanda, che ha preso in esame le opinioni di venti famiglie che convivono con la MLD. L’obiettivo era quello di comprendere meglio l’importanza di una diagnosi precoce della malattia e di valutare l’eventuale necessità di inserire la leucodistrofia metacromatica nel novero delle patologie da sottoporre a screening neonatale.

LA MALATTIA

La leucodistrofia metacromatica (MLD) è una rara patologia neurodegenerativa, grave e progressiva, appartenente al gruppo delle malattie da accumulo lisosomiale. Il tasso di prevalenza della MLD si attesta intorno a 1,1 casi ogni 100.000 nati vivi nell’Unione Europea. La condizione è causata da mutazioni a carico del gene ASA, che codifica per l’enzima arisulfatasi-A (ARSA). Nella malattia, il deficit funzionale di questo enzima provoca un accumulo di sulfatidi a livello del sistema nervoso centrale e periferico, con conseguente demielinizzazione (perdita della mielina che riveste i neuroni) e neurodegenerazione.

I sintomi della leucodistrofia metacromatica includono: progressiva perdita della funzione motoria, convulsioni, grave declino delle funzioni cognitive, difficoltà a parlare, disturbi del comportamento e alterazioni della personalità. L’età di esordio, la gravità e la rapidità di progressione delle manifestazioni della MLD sono correlate ai livelli di attività residua di arilsulfatasi-A.

Si distinguono tre principali forme cliniche di leucodistrofia metacromatica:
- tardo-infantile (con insorgenza tra i 6 mesi e i 2 anni);
- giovanile (a sua volta suddivisa in giovanile precoce, con insorgenza tra i 4 e i 6 anni, e giovanile tardiva, con insorgenza tra i 6 e i 12 anni);
- adulta (con insorgenza dopo i 12 anni).
Le varianti infantile e giovanile sono le più severe. 

In rarissimi pazienti, la MLD è dovuta al deficit di prosaposina, un enzima diverso dall’arisulfatasi-A ma anch’esso coinvolto nel metabolismo dei sulfatidi.

LO STUDIO IN BREVE

L’indagine condotta in Regno Unito e Irlanda, pubblicata sull’Orphanet Journal of Rare Diseases, ha preso in esame le opinioni di 20 famiglie che convivono con la MLD (per un totale di 24 pazienti) in merito ai temi della diagnosi precoce e dello screening neonatale. L’obiettivo era quello di valutare, su questi argomenti, il punto di vista delle persone che si prendono cura dei bambini affetti da leucodistrofia metacromatica, il tutto attraverso un sondaggio online e alcune interviste semi-strutturate.

RITARDO DIAGNOSTICO E PROGRESSIONE DELLA PATOLOGIA

Oltre ad essere rara, e quindi poco conosciutala, la MLD, soprattutto nella sua fase iniziale, presenta sintomi generici e sfumati, spesso confondibili con quelli di disturbi più comuni: per queste ragioni, l’identificazione della patologia risulta essere particolarmente complessa. A conferma di ciò, un’espressione che ricorre spesso nelle risposte delle famiglie intervistate nello studio è quella di “odissea diagnostica”. Dall’indagine, infatti, emerge che tutti i piccoli pazienti hanno dovuto attendere fino a di 3 anni di tempo per ottenere la corretta diagnosi, eccetto quattro bambini che sono stati diagnosticati tempestivamente per via del fatto che la malattia era stata precedente riscontrata in fratelli o sorelle maggiori.

L’età media dei pazienti alla prima comparsa dei sintomi era di 2,8 anni, mentre quella alla diagnosi era di 4,3 anni: durate questo periodo di attesa il deterioramento motorio e cognitivo causato dalla malattia è stato incredibilmente rapido. Nei pazienti con MLD tardo-infantile la diagnosi è arrivata quando già il 50% di loro era dipendente dalla sedia a rotelle, il 30% non era in grado di parlare e il 50% si alimentava con il sondino naso-gastrico. Tra i pazienti con MLD giovanile precoce, al momento della conferma diagnostica, più della metà si aiutava con una sedia a rotelle nei momenti di stanchezza e il 60% presentava pianto incontrollabile e difficoltà a parlare.

TERAPIA, DIAGNOSI PRECOCE E SCREENING NEONATALE

Per la leucodistrofia metacromatica esiste oggi una terapia genica efficace, originariamente messa a punto all’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano e commercializzata da Orchard Therapeutics: il trattamento è stato recentemente approvato dalla Commissione Europea e, da marzo 2022, è disponibile anche in Italia. Il farmaco è indicato per i bambini con MLD tardo-infantile o giovanile precoce che ancora non abbiano manifestato i segni clinici della malattia, e per quelli affetti dalla forma giovanile precoce che, pur presentando le prime manifestazioni cliniche della malattia, siano ancora in grado di camminare in modo indipendente e non abbiano ancora presentato un declino delle capacità cognitive. Infatti, la terapia può prevenire o rallentare la degenerazione a carico del sistema nervoso se somministrata nelle fasi più precoci della MLD, ma non può porvi rimedio se la malattia è già in rapida progressione.

Una diagnosi precoce di leucodistrofia metacromatica, quindi, è il presupposto che può consentire ai pazienti un rapido accesso alle cure più appropriate, il che è fondamentale vista la rapida progressione della malattia. Di conseguenza, la possibilità che la MLD venga sistematicamente ricercata in tutti i nuovi nati acquisisce un valore inestimabile, aspetto di cui sembrano essere ben consci anche i genitori dei piccoli pazienti: a confermarlo è ancora una volta lo studio condotto in Regno Unito e Irlanda, in cui il 95% delle famiglie intervistate ha affermato di considerare “molto importante” o “estremamente importante” lo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica.

Leggi anche: “Leucodistrofia metacromatica: al via la sperimentazione del test di screening neonatale

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