Una nuova formulazione di epoprosterenolo, in cui gli eccipienti glicina e mannitolo sono stati sostituiti da arginina e saccarosio, mantiene l’efficacia del farmaco contro l’ipertensione polmonare ma ne migliora il profilo di maneggevolezza. Lo sostiene lo studio Epitome-2, appena pubblicato sull' American Heart Journal, a cui hanno preso parte anche diversi pazienti italiani.


"L’epoprosterenolo sodico endovena è ad oggi l’unico agente raccomandato come terapia di prima linea nel pazienti con ipertensione polmonare grave (classe funzionale NYHA  IV)", premette il professor Nazareno Galiè, Istituto di Cardiologia, Università di Bologna, tra gli autori del trial. "A causa della breve emivita, il farmaco deve essere somministrato in continuo attraverso un accesso venoso centrale tramite una pompa portatile. Epoprosterenolo viene  formulato come una polvere liofilizzata che deve essere ricostituita e diluita prima dell’infusione ev ed è sensibile al pH e alla temperatura di conservazione."

La formulazione in cui sono presenti gli eccipienti glicina e mannitolo (GM) deve essere somministrata entro 8-12 ore dalla preparazione a temperatura ambiente o entro 24 ore se mantenuta a 2-8°C. "Di conseguenza, i pazienti che usano la formulazione GM devono preparare una soluzione ev e cambiare la ricarica del farmaco ogni 12 ore oppure ogni 24 ore se utilizzano gel-packs congelati", prosegue il clinico bolognese. "Queste problematiche potrebbero essere in qualche modo alleviate eliminando il bisogno di ricorrere a gel packs congelati e riducendo la frequenza di preparazioni al bisogno e quindi della sostituzione delle  ricariche del farmaco."

Una nuova formulazione di epoprosterenolo che contiene come eccipienti arginina e saccarosio (AS) ha mostrato una migliore stabilità in soluzione. In base alle concentrazioni, infatti, le soluzione ev di epoprosterenolo AS mantengono immutata la potenza del farmaco a temperatura ambiente per 72 ore, quando preparate al bisogno, e fino a 48 dopo stoccaggio refrigerato per 8 giorni. "Lo studio in aperto  Epitome-2 ha avuto come obiettivi la valutazione della necessità di aggiustamento della dose e gli effetti di efficacia, sicurezza, tollerabilità e qualità della vita dei pazienti con ipertensione polmonare che passavano dalla formulazione GM di epoprosterenolo a quella AS", spiega Galiè.
I dati dello studio sono relativi a 41 pazienti che hanno completato il trial su 42 arruolati.

I pazienti dovevano essere in trattamento con epoprosterenolo GM da almeno 12 mesi prima dell’arruolamento e assumere una dose stabile da almeno 3 mesi. Erano concesse terapie concomitanti per il trattamento dell’ipertensione polmonare. Ai pazienti è stata sostituita la ricarica della precedente formulazione con la nuova formulazione AS in setting ospedaliero con un ricovero di lunghezza  media di 1,7 ± 1.5 giorni e sono stati valutati, oltre la necessità di aggiustameno della dose, anche parametri di efficacia della terapia a tre mesi di distanza. «La maggior parte dei pazienti (n=35, 85,4%) ha mantenuto lo stesso dosaggio per i 3 mesi di durata dello studio», riporta il professore. "Solo 6 pazienti hanno richiesto un aggiustamento di dose, di cui 4 un aumento e due una riduzione."

Il passaggio dalla formulazione GM a quella AS non ha prodotto modificazioni dal basale nei parametri di emodinamica. Non si sono rilevati cambiamenti in altri parametri di efficacia come il risultato al test del cammino per 6 minuti o i livelli di NT-proBNP. L’87,5% dei pazienti è rimasto nella stessa classe funzionale NYHA. Non sono stati osservati effetti collaterali diversi da quelli tipici della terapia infusiva con prostaciclina, che si sono dimostrati lievi nel 63% dei casi e moderati nel 32%. Da un punto di vista di soddisfazione individuale della terapia si è registrato un miglioramento con il passaggio all formulazione AS. "Lo switch alla formulazione di epoprosteronolo AS non influenza l’efficacia della terapia, non solleva preoccupazioni in merito a sicurezza e tollerabilità e dà ai pazienti un senso di maggior comfort nell’assunzione della terapia", conclude il professor Galiè.  

 

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