Ricercatori napoletani hanno fatto il punto sui diversi test a disposizione

NAPOLI – L’ipercolesterolemia familiare (FH) è una delle dislipidemie più frequenti, la cui forma autosomica dominante è causata principalmente da mutazioni nei geni del recettore LDL (LDLR), dell’apolipoproteina B (APOB), e della proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (PCSK9), anche se in circa il 20% dei pazienti la causa genetica rimane non identificata.

I test genetici hanno notevolmente migliorato l’identificazione dei pazienti affetti da FH, la cui causa più frequente è la presenza di mutazioni nel gene LDLR. In questo gene sono state identificate più di 1.200 diverse mutazioni, e circa l’80% sono riconosciute come patogene. Tre ricercatori napoletani hanno pubblicato uno studio sulla rivista Nutrition, Metabolism, and Cardiovascular Diseases: l’obiettivo era fare una panoramica dei metodi attualmente utilizzati per eseguire la caratterizzazione funzionale delle mutazioni che causano FH ed evidenziare le condizioni che richiedono una caratterizzazione della variante al fine di ottenere un report diagnostico.

Nel corso di questa revisione, gli studiosi hanno riassunto i diversi tipi di test funzionali – inclusi i loro vantaggi e svantaggi – che si effettuano per caratterizzare le mutazioni dei geni LDLR, APOB e PCSK9, aiutando a definire meglio il loro ruolo patogeno. Sono state descritte la valutazione delle alterazioni splicing e le due principali procedure per la caratterizzazione funzionale: i metodi ex vivo, in cui si utilizzano le cellule di pazienti con FH, e i metodi in vitro, dove vengono utilizzate linee cellulari.

La caratterizzazione funzionale dei geni mutanti LDLR, APOB e PCSK9, associati a FH, può essere considerata una necessaria integrazione della diagnosi genetica della malattia. Non tutti i tipi di mutazione richiedono una caratterizzazione funzionale: in particolare, se la variante identificata altera notevolmente la corretta sintesi o struttura della proteina, potrebbe essere classificata direttamente come patogena.

La maggior parte delle mutazioni che causano l’ipercolesterolemia familiare sono varianti missenso e, prima che il loro ruolo patogeno possa essere suggerito, devono essere eseguiti gli appropriati test funzionali. In questo contesto, la crioconservazione di campioni biologici di pazienti con FH può svolgere un ruolo importante negli studi diagnostico-sperimentali retrospettivi a lungo termine, fornendo ulteriore materiale per esperimenti sulle cellule ex vivo, necessarie per eseguire i test funzionali.

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