Le nuove Linee Guida analizzano rischio e costi: il risparmio è stimato in Europa per 86 milioni di euro all’anno

Le Linee Guida della Società Italia per lo Studio dell'Arteriosclerosi (SISA), recentemente pubblicate, tra gli altri aspetti hanno sollevato l'importante domanda di come valutare il livello di rischio di malattia coronarica nei pazienti affetti da ipercolesterolemia famigliare (FH), al fine di scegliere la migliore terapia possibile.
I sistemi di calcolo che vengono comunemente usati per il rischio cardiovascolare, come lo SCORE, usato in Europa, il Framingham Risk Score americano o le Carte italiane del progetto Cuore, non possono essere utilizzati in questo caso perché i pazienti affetti da ipercolesterolemia famigliare sono esposti fin dall'infanzia a livelli elevati di colesterolo.

Inoltre in questa malattia numerosi altri fattori contribuiscono all'età di insorgenza e alla gravità dei danni cardiovascolari, oltre ai ben noti fumo, ipertensione e diabete, anche i livelli di lipoproteina A aumentano in maniera significativa il rischio di malattia cardiovascolare precoce.

Per questo motivo è importante valutare il carico cumulativo di colesterolo, che, per una persona di 55 anni non affetta da ipercolesterolemia famigliare è solitamente di 160 mmol ed è sufficiente a portare allo sviluppo di malattia coronarica. In un paziente affetto dalla malattia nella forma eterozigote lo stesso carico cumulativo viene raggiunto a 35 anni in assenza di terapia e a 53 anni se curato dall'età di 10 anni.

Secondo le Linee Guida 2012 di Prevenzione Cardiovascolare della Società Europea di Cardiologia le tecniche di imaging possono essere molto utili per rilevare l'aterosclerosi asintomatica in pazienti a rischio intermedio.

Infine un altro aspetto analizzato nelle Linee Guida SISA è quello economico e del rapporto costo/beneficio, i pazienti affetti da ipercolesterolemia famigliare rappresentano un costo per il sistema sanitario nazionale, in particolare in caso di malattia coronarica prematura.
Diversi studi di economia sanitaria hanno dimostrato la convenienza anche economica della diagnosi e del trattamento precoce della malattia, in particolare lo screening a cascata, che prevede di sottoporre al test genetico i parenti stretti del paziente diagnosticato.

Riportiamo un breve passaggio delle Linee Guida: “Il costo dei test genetici a cascata e della terapia intensiva con statine nei soggetti FH è di € 3-4000, che si raffronta molto favorevolmente con lo screening mammografico per il cancro al seno. E’ stato stimato che la terapia ipolipemizzante ad alta intensità con statine porterebbe a 101 decessi in meno per cause cardiovascolari ogni 1000 individui FH trattati. Estrapolando questo dato alla popolazione dell'UE di 500 milioni di individui (con una stima di 1.000.000 soggetti FH), circa € 4700 milioni potrebbero essere risparmiati dagli eventi cardiovascolari evitati, se tutti i parenti dei probandi fossero identificati e trattati in modo ottimale per un periodo di 55 anni, pari a un risparmio annuale di € 86 milioni”.

Scarica qui le Linee Guida SISA.




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