La conferma arriva da uno studio che ha descritto la tecnica utilizzata in quattro centri negli Stati Uniti

HOUSTON (U.S.A.) – Le infezioni virali sono un'importante complicazione fatale per i pazienti con immunodeficienze primarie che necessitano di trapianto di cellule staminali ematopoietiche. L'utilizzo di linfociti T specifici per il virus ha avuto successo per il trattamento e la prevenzione delle infezioni virali dopo il trapianto per condizioni maligne e non maligne. Un team di studiosi americani e inglesi ha descritto l'uso clinico di questa tecnica e ne ha valutato la sicurezza e l'efficacia nei pazienti di quattro centri negli Stati Uniti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista The Journal of Allergy and Clinical Immunology.

I pazienti con immunodeficienze primarie che hanno ricevuto la terapia con linfociti T specifici per il virus su protocolli attuali o precedenti sono stati rivisti in forma aggregata. Sono state valutate tutte le informazioni cliniche, compresi i dettagli del trapianto, le infezioni virali e l'uso di terapia farmacologica antivirale e immunosoppressiva. Sono stati confrontati anche i dati riguardanti la produzione di linfociti T, le infusioni e le reazioni avverse.

Trentasei pazienti con 12 classi di diagnosi di immunodeficienze primarie hanno ricevuto 37 prodotti a base di linfociti T specifici per il virus prima o dopo il trapianto. Ventisei pazienti (il 72%) avevano ricevuto una diagnosi di infezione da citomegalovirus, virus di Epstein-Barr, adenovirus, virus BK o herpesvirus umano 6. Due pazienti sono stati trattati prima del trapianto a causa della malattia linfoproliferativa associata al virus di Epstein-Barr.

Si sono verificate risposte parziali o complete contro i virus mirati nell'81% dei pazienti. Il tempo di risposta variava da 2 settimane a 3 mesi (in media 28 giorni). La sopravvivenza globale a 6 mesi dopo la terapia è stata dell'80%. Quattro pazienti hanno avuto la malattia acuta da rigetto del trapianto (graft-versus-host) nei 45 giorni successivi all'infusione, che nella maggior parte dei casi ha risposto alla terapia.

In definitiva, i linfociti T specifici per il virus, sia derivati da donatori di cellule staminali che da donatori terzi, sono verosimilmente sicuri ed efficaci per il trattamento delle infezioni virali nei pazienti con immunodeficienze primarie.

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