L’Aifa ha pubblicato il regime di rimborso: entro un mese la fornitura del farmaco sarà completa

Una comunicazione di Aifa (clicca qui), pubblicata il 31 maggio scorso, mette fine all’attesa patita per oltre due anni da migliaia di pazienti affetti da Fibrosi Polmonare Idiopatica. La parola ‘fine’ si legge tra le righe della determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco che stabilisce il regime di rimborso del Pirfenidone, farmaco di InterMune studiato specificamente per questa patologia e dimostratosi in grado di rallentare considerevolmente la progressione del danno polmonare. Ora che questo indispensabile passaggio burocratico è avvenuto si prevede che, considerando le tempistiche medie di pubblicazione ed entrata in vigore delle determine, nell’arco di un mese, quindi per i primi di luglio, tutte le strutture deputate a fornire il farmaco saranno in grado di soddisfare le esigenze di quei pazienti adulti che, con diagnosi da lieve a moderata, vengono considerati idonei al trattamento da un medico specialista.

Ora dunque la storia di questi pazienti cambia: da malati rari privi di un trattamento specifico diventano pazienti che, dopo la diagnosi, potranno accedere ad una terapia efficace passando da una prospettiva di attesa del peggioramento a una, inversa, di legittima attesa di un miglioramento o almeno di una stabilizzazione delle proprie condizioni.
Fino ad oggi, infatti, questi avevano avuto difficoltà ad accedere al trattamento perché al farmaco, pur essendo regolarmente autorizzato al commercio in Italia (dal 28 febbraio 2011) non era stato assegnato dall’Aifa il regime di rimborso, condizione necessaria per la piena commercializzazione. Anche se alcuni pazienti avevano potuto cominciare il trattamento grazie ad uno speciale programma di uso compassionevole (NPP) attivato, a proprio carico, da InterMune, molti altri erano ancora oggi in attesa, col rischio che, nel frattempo, le loro condizioni potessero peggiorare.

Il regime di rimborso stabilito per la commercializzazione del Pirfenidone – si legge nella determina – è, limitatamente per i nuovi pazienti, legata ad un modello di ‘certificazione del successo’. In sostanza i medici o le strutture sanitarie che inseriranno nuovi pazienti in trattamento dovranno valutare, in un periodo compreso tra il 165° e il 195° giorno successivo all’inizio della terapia (all’incirca nel sesto mese di assunzione del farmaco), il successo o l’insuccesso della terapia comunicandolo, secondo specifiche procedure, ad InterMune, la quale verrà rimborsata dal SSN solo quando il farmaco abbia apportato un beneficio. In mancanza di certificazione in tale periodo, la terapia sarà considerata di successo. 


Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Il valore della cura e dell’assistenza nell’emofilia

Libro bianco sulla malattia polmonare da micobatteri non tubercolari



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni