Salgono a 25 quelli che hanno attivato la  procedura NPP in attesa della piena commercializzazione
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Mentre a livello istituzionale il Ministro Balduzzi viene ‘interrogato’ pubblicamente  sui problemi che si stanno verificando per la piena commercializzazione del Pirfenidone, l’unico farmaco per pazienti adulti con Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) da lieve a moderata, la collaborazione tra centri ospedalieri e l’azienda produttrice InterMune segna nuovi importanti risultati. Da oggi,  infatti, ci sono 3 nuovi Centri  - a Padova, Pisa e Palermo - che hanno deciso di venire incontro alle esigenze dei pazienti attivando la procedura di uso compassionevole NPP, i cui costi ricadono interamente sul produttore. E’ questo, per ora,  l’unico modo per garantire a chi ne ha bisogno di poter cominciare la terapia e rallentare il progredire di questo male che toglie il respiro.


A Padova il centro che ha attivato l’NPP è quello interno, nell’U.O di  pneumologia dell’azienda ospedaliera universitaria diretta dalla Prof.ssa Marina Saetta, dove referente per la procedura è la dottoressa Elisabetta Balestro.  
A Pisa la nuova adesione è quella della Sezione Dipartimentale di Fisiopatologia e Riabilitazione Respiratoria- Dipartimento Cardio-Toracico e Vascolare, diretto dal prof. Pierluigi Paggiaro, mentre a Palermo il farmaco viene dispensato in NPP all’Ospedale Civico Benfratelli,  U.O.C. Malattie Apparato Respiratorio  e Riabilitazione Funzionale diretta dal prof. Francesco Di Gesù.
Le nuove adesioni vengono città nelle quali già altri centri, nei mesi scorsi, avevano attivato la procedura; l’esperienza positiva di questi e il numero elevato di richieste ha spinto gli altri, tutti di grandissima competenza, a seguire a loro volta questa strada. Nuovi pazienti potranno così accedere al farmaco in maniera controllata e gratuita.

 

Con l’adesione di questi  tre centri si arriva così a 25, distribuiti su 12 regioni italiane: un’ottima copertura, anche se non paragonabile a quella, ottimale, che si potrebbe avere con la piena commercializzazione.
La velocità nel cominciare la terapia e dunque l’accessibilità dei centri per tutti i pazienti – che hanno generalmente più di 50 anni e spesso forti difficoltà agli spostamenti dovuti all’uso dell’ossigeno e alla difficoltà nel compiere sforzi – sono due fattori fondamentali nella lotta alla malattia. 
Secondo le sperimentazioni che hanno portato più di un anno fa l’EMA ad approvare il farmaco in tutta Europa, infatti, la terapia dà risultati maggiori se cominciata in una fase quanto più possibile precoce. Per questo l’adesione dei centri a questa procedura ‘eccezionale’ è stata particolarmente veloce ed  elevata e ha trovato il pieno appoggio di InterMune.
Per i pazienti di tutta Italia che volessero avere ulteriori informazioni è a disposizione l’indirizzo email ipf@osservatoriomalattierare.it


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