Dottor Donatello SalvatoreDott. Salvatore (Potenza): “Fino a 5 anni fa, le terapie andavano solo a 'contrastare' i sintomi. Oggi si agisce sulle cause che determinano la malattia”

Pochi giorni fa, Vertex ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per la rimborsabilità di Orkambi® (lumacaftor/ivacaftor), un farmaco indicato per pazienti con fibrosi cistica dai 12 anni d'età, che presentano due copie della mutazione F508del nel gene CFTR. Si tratta di un modulatore genetico progettato per trattare direttamente la causa della malattia, non per combattere o alleviare alcuni dei sintomi associati. Il dottor Donatello Salvatore, Responsabile del Centro Regionale Fibrosi Cistica di Potenza, spiega come l'avvento di un simile farmaco sia in grado di stravolgere, in meglio, la tradizionale gestione terapeutica dei pazienti con fibrosi cistica.

Cos’è la fibrosi cistica, come si diagnostica e com’è cambiata la malattia negli ultimi 30/40 anni?

La fibrosi cistica (FC) è la più frequente malattia genetica a trasmissione autosomica recessiva della popolazione caucasica, con una frequenza di circa 1 su 3.000 bambini nati vivi. La FC è causata da mutazioni di un gene situato sul braccio lungo del cromosoma 7, che codifica per una proteina di 1480 aminoacidi denominata Cystic Fibrosis Transmembrane Conductance Regulator (CFTR). La proteina CTFR funziona principalmente da canale del cloro a livello della membrana apicale delle cellule epiteliali, essenziale per la corretta idratazione delle superfici mucose. Il difetto della proteina CFTR causa quindi un difetto della secrezione di cloro e un eccessivo riassorbimento di sodio a livello delle cellule degli epiteli secernenti, con  formazione di secrezioni mucose esocrine particolarmente spesse e viscose che ostruiscono i dotti ghiandolari e causano progressivo danno d’organo.
La maggior parte delle diagnosi di FC avviene oggi mediante screening neonatale. E’ stato infatti dimostrato che la diagnosi precoce attraverso screening ha effetti benefici, soprattutto dal punto di vista nutrizionale. Il test di screening per la FC consiste nel prelievo di una goccia di sangue dal tallone del neonato, sul quale viene effettuato il dosaggio della tripsina-immunoreattiva (IRT), che risulta elevata in caso di malattia.
Fino a 30 anni fa, la FC era gravata da una morbilità e mortalità elevata già in età pediatrica, con frequenti episodi di infezioni delle vie respiratorie e disturbi della digestione che portavano ad un progressivo decadimento delle condizioni generali del paziente. Negli anni ‘70, il 50% dei pazienti moriva prima di compire 12 anni di età.
Negli ultimi anni, la comprensione dei meccanismi alla base della malattia ha portato alla standardizzazione delle cure per indirizzare i problemi multi-organo e le infezioni ricorrenti attraverso schemi efficaci di terapia antibiotica, con conseguente e progressivo allungamento della vita media del paziente. Fino a 5 anni fa, le terapie andavano a 'contrastare' i sintomi della FC, quindi agivano 'a valle' della patologia. In questi ultimi anni, invece, abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione copernicana, perché siamo in grado di agire al monte del problema: i farmaci di nuova generazione – in particolare l’associazione lumacaftor/ivacaftor – agiscono sul meccanismo patogenico della FC, quindi sulle cause che la determinano.

Quali sono le manifestazioni cliniche della fibrosi cistica? Ci sono organi più colpiti?

I sintomi 'classici' della fibrosi cistica sono determinati dal danno che il malfunzionamento del gene CFTR esprime sugli organi interessati dalla malattia, in particolare polmoni e pancreas. Nelle forme a espressione completa, già in periodo neonatale, l’apparato respiratorio e gastrointestinale possono mostrare danni che si esprimono con segni clinici di tosse produttiva, bronchite e broncopolmonite, associati a grave malassorbimento e malnutrizione per l’assenza di secrezione di enzimi pancreatici necessari alla digestione degli alimenti ingeriti. La malattia FC ha un’espressione clinica molto variabile e multiorgano, con coinvolgimento anche del fegato, che può portare alcuni pazienti a ipertensione portale da cirrosi biliare; in particolari condizioni climatiche caldo-umide, l’alterata funzionalità delle ghiandole sudoripare può causare disidratazione con associata grave perdita di sali.
Infine, la FC causa problemi di infertilità sia negli uomini che nelle donne (Clicca qui per saperne di più).

Oggi si può vivere una vita 'normale' con la fibrosi cistica?

Negli ultimi anni, la situazione di questi pazienti è molto migliorata: vent’anni fa, chi si ammalava di fibrosi cistica aveva una speranza di vita mediana di soli dodici anni. Oggi, tale aspettativa di vita media raggiunge e supera i quarant’anni. Si tratta di un trend positivo destinato a migliorare anche di più.
Quindi, abbiamo a che fare con un numero sempre crescente di pazienti che raggiungono l’età adulta, lavorano e mettono su famiglia. I ragazzi con FC possono e devono pretendere per se stessi le medesime aspettative dei loro coetanei sani, aspettative intese nella possibilità di cercare di raggiungere i loro obiettivi e perseguire i loro progetti, vivere quotidianamente costruendo il loro futuro.

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