Pierpaolo Baingiu, il 22 aprile a Cagliari, racconta con ironia come si convive con la più diffusa fra le malattie genetiche

CAGLIARI – Il monologo è sarcastico fin dal titolo: “Senza Fiato – Una risata vi seppellirà. A me la fibrosi cistica (forse)”. Pierpaolo Baingiu, 33 anni, racconta se stesso e la sua malattia, smorzando con ironia i momenti più seri e drammatici. Dopo l'esordio, nel marzo scorso, replicherà il suo spettacolo il 22 aprile al Teatro del Segno di Cagliari (via Giardini 51) e il 24 a La Caletta di Siniscola presso il Casello dell’ex Genio Civile, insieme a Stefano Ledda e accompagnato dal sassofono di Yuri Deidda.

“La fibrosi cistica è una malattia non immediatamente riconoscibile dalla gente, ma cambia davvero la vita. Il muco denso presente nei polmoni si infetta facilmente e mi costringe a fare anche quattro o cinque flebo al giorno da due ore l'una, dato che gli antibiotici per via orale non sono più efficaci; e ovviamente anche il fegato e i reni ne risentono. A questo bisogna aggiungere la fisioterapia respiratoria, un'ora la mattina e un'ora la sera. Non posso fare sforzi: una leggera attività fisica sarebbe indicata, ma in questa situazione è difficile anche per una questione di tempo”, racconta Baingiu, che per sette anni è stato presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Sardegna.

Dalla sua esperienza personale nasce il monologo, che ha avuto un ottimo riscontro, inizialmente nel suo paese, Siniscola, per poi proseguire a Cagliari e quest'estate a Santulussurgiu nel corso di una rassegna culturale. “Tratto anche il tema della donazione degli organi: sopraggiunta l'insufficienza respiratoria c'è l'opzione del trapianto, anche se non è priva di rischi, come il rigetto o le infezioni. In media le liste d'attesa sono di due anni”, continua Pierpaolo Baingiu.

La malattia colpisce anche l'apparato digerente: per questo i pazienti devono assumere enzimi pancreatici e multivitaminici. “Soprattutto dobbiamo seguire una dieta ipercalorica, con più pasti al giorno, ma avendo dei problemi digestivi diventa un problema. Per questo i malati sono solitamente molto magri. Un'altra minaccia sono le malattie secondarie che possono manifestarsi, come nel mio caso il diabete e l'osteoporosi”.

In Sardegna il centro di riferimento è la Struttura Complessa di Pediatria dell'Azienda Ospedaliera G. Brotzu, che prende in carico anche gli adulti con la patologia, ma è stato appena riconosciuto come centro di supporto anche l'Ospedale Civile di Alghero, con un medico dedicato e un fisioterapista ora in formazione.

Un'altra notizia importante e recentissima è l'attivazione dello screening neonatale per la fibrosi cistica: la Sardegna, infatti, insieme a Puglia, Basilicata e Abruzzo, era l'unica a non fare nessun tipo di controllo sulla patologia. “Un grande passo avanti – afferma Baingiu – ottenuto anche grazie alla nostra associazione e alla presidente Deborah Bombagi, che ha promosso il tavolo di discussione con la Regione”.

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