Il trattamento sperimentale si è dimostrato semplice e sicuro

BUENOS AIRES (ARGENTINA) – La guarigione delle ferite è un processo complicato in cui la pelle si ripara dopo una lesione secondo una sequenza specifica: l’emostasi, l’infiammazione, la proliferazione e il rimodellamento. Una normale guarigione richiede però un’adeguata funzione emostatica: i pazienti affetti da disturbi della coagulazione, la cui funzione emostatica è alterata, potrebbero non guarire naturalmente.

La terapia cellulare ha il potenziale per migliorare le condizioni di guarigione delle ferite e può essere applicata sia a quelle acute che a quelle croniche. Questa metodica, che utilizza cellule autologhe, accelera il processo di guarigione, riducendo il tempo necessario alle cellule ospiti per invadere il tessuto della ferita e accelerando la sintesi di nuova pelle. Le cellule staminali autologhe possono essere ottenute dal tessuto adiposo del midollo osseo, da tendini, legamenti parodontali, membrane sinoviali, tessuti embrionali, periostio, muscoli etc.

Un team di ricercatori di Buenos Aires ha realizzato uno studio allo scopo di mostrare una tecnica semplice, sicura, economica e minimamente invasiva per la riparazione delle ferite nei pazienti con disturbi della coagulazione, che implica l’uso di cellule adipose autologhe concentrate. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Haemophilia.

Sei pazienti sono stati arruolati in questo studio presso la Fondazione Emofilia di Buenos Aires: cinque di loro avevano una grave emofilia di tipo A, mentre il sesto era affetto da una grave malattia di Von Willebrand; l’età media era di 37,5 anni.

Un paziente aveva una cicatrice retrattile e cinque pazienti avevano delle fistole cutanee. È stata eseguita un’aspirazione di tessuto addominale sottocutaneo per ottenere un trapianto adiposo autologo. L’innesto è stato centrifugato e il concentrato di cellule adipose è stato poi trasferito in una siringa e iniettato nel bordo della lesione.

Queste operazioni sono state effettuate in tutti e sei i pazienti, e in nessuno di loro si sono verificate le complicanze intraoperatorie o postoperatorie frequentemente riportate durante la liposuzione, come l’emorragia o gli ematomi. Lo studio argentino – il primo che descrive l’uso di questa tecnica – ha quindi confermato che l’applicazione di un innesto adiposo autologo è un trattamento semplice e sicuro per la complicata riparazione delle ferite nei pazienti con disturbi della coagulazione.

Un trattamento che garantisce buoni risultati, poiché i pazienti, grazie alla rimarginazione delle loro ferite, possono riprendere a svolgere le loro attività quotidiane, migliorando la propria qualità di vita.

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