Si deve ancora passare alla sperimentazione sull’uomo

USA – Presso il Delaware Cardiovascular Research Center statunitense sono in corso alcuni studi approfonditi sull’utilizzo di un potenziale nuovo farmaco per il trattamento dell’emofilia. Si tratta di Fucoidan, un polisaccaride solfato di Fucus vesiculosus, che sembra in grado di ridurre il tempo di sanguinamento e tempo di coagulazione nei pazienti emofilici.


L’effetto del farmaco sulle piastrine non è stato però ancora chiarito, per questo Ulhas Naik e colleghi hanno cercato di fare chiarezza sugli effetti del trattamento potenziale. Lo studio, pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, è stato effettuato sul modello murino e ha confermato che l’azione di Fucoidan è volta a riattivare le piastrine dei pazienti e non sostituendo o amplificando uno specifico fattore di coagulazione.

Secondo i ricercatori il farmaco si lega al recettore CLEC-2 delle piastrine e alla sua via di segnalazione. Il farmaco potrebbe quindi migliorare la coagulazione del sangue di pazienti affetti da emofilia, ma potrebbe essere pericoloso per quanti non ne sono affetti. Questo implica che durante eventuali trial clinici il farmaco non dovrà essere somministrato ai soggetti di controllo, per evitare il rischio di formazione di coaguli.

Sportello legale

Malattie rare e coronavirus - L'esperto risponde

BufalaVirus: le false notizie su COVID-19

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per ricevere Informazioni, News e Appuntamenti di Osservatorio Malattie Rare.

Seguici sui Social

Premio OMaR 2020 - Instant book

Premio OMaR 2020 - Instant book

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Sulle proprie gambe: racconti di XLH e rachitismo ipofosfatemico

Partner Scientifici



Questo sito utilizza cookies per il suo funzionamento. Maggiori informazioni